Biodigestore, Legambiente Caserta ricorre al Tar insieme ai quattro comuni

Il circolo Legambiente Caserta, insieme ai Comuni di San Nicola la Strada, Recale, Casagiove e Capodrise, al Comitato Cittadino “San Nicola la Strada città partecipata” e al Movimento “Speranza per Caserta” ha adito il Tribunale Amministrativo Regionale contro il Comune di Caserta e la Regione Campania, a causa dei provvedimenti messi in atto per la costruzione e la collocazione di un impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani in località Ponteselice, zona ASI della città di Caserta.

Questo il pensiero del presidente di Legambiente caserta Nicola D’Angerio: “Ribadendo a chiare lettere che non si è in nessun modo ostili alla tecnologia utilizzata, che anzi è coerente con il concetto di riutilizzo e ri-ciclo del rifiuto (la digestione anaerobica dell’umido  e la successiva digestione aerobica produce biometano per il trasporto e compost per la concimazione dei terreni agricoli), si è invece fortemente contrari sulla gestione e sulla competenza di tutto ciò che riguarda l’individuazione del luogo e la realizzazione dell’impianto che per legge spetta all’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) e non ai Comuni.

L’impianto che si realizzerà avrà una capacità di trattamento di 40.000 tonnellate annue, a fronte delle scarse 10.000 generate dalla città di Caserta nel 2015, già solo questo dato indica che il digestore deve poter servire più comuni e la scelta legislativa di affidare all’ATO la migliore collocazione per un impianto del genere, ulteriormente conferma e presuppone che si deve ragionare in termini di area vasta e non del singolo comune.

Si deve oltretutto aggiungere che la zona ASI individuata è a una distanza di meno di un chilometro dal centro cittadino e dalla Reggia di Caserta, maggiore attrattore turistico della città.

E’ quanto mai necessario che a due anni dalla promulgazione della legge 14 e ad un anno dalla elezione del presidente Velardi venga scelto il direttore generale che assuma la responsabilità della gestione tecnica, amministrativa e contabile dell’Ente d’Ambito e venga finalmente elaborato il Piano d’Ambito“.