Biodigestore in zona Ponteselice, il Comune pubblica il bando e decide l’ubicazione dell’impianto, nonostante le proteste

Caserta – Dopo lunghi mesi di dubbi e proteste, che al momento non hanno sortito alcun effetto, il Comune di Caserta ancora una volta è andato avanti per la sua strada e nella giornata del 5 marzo ha pubblicato nell’Albo Pretorio il bando per la progettazione dell’ormai famoso biodigestore. L’impianto di compostaggio sarà in grado di smaltire 40mila tonnellate all’anno di rifiuti organici con recupero di biometano: sorgerà come noto nell’area industriale di Ponteselice, ma nel documento di ieri l’Ente ha comunicato finalmente (nella determina di febbraio non era indicata) anche l’ubicazione precisa dell’impianto, che sarà costruito in viale Enrico Mattei.

Passando ai numeri del biodigestore, va detto che il bando per la progettazione vale un milione e 115mila euro. L’opera verrà finanziata con fondi regionali per un totale di 26 milioni di euro circa, di cui due sono stati già stanziati relativamente alla stessa progettazione. Il bando scadrà il prossimo 11 aprile e la scelta del soggetto a cui affidare la progettazione sarà effettuata in base al criterio dell’offerta economica più vantaggiosa.

Osservando le ultime mosse del Comune guidato da Carlo Marino restano pochi dubbi sul fatto che il biodigestore si farà, ma nelle prossime settimane potrebbe arrivare la reazione delle realtà contrarie alla realizzazione dell’impianto di smaltimento rifiuti. Sono in molti infatti ad opporsi alla costruzione del biodigestore perché ritengono che l’area industriale di Ponteselice sia decisamente poco idonea ad ospitare una struttura simile. La zona infatti dista poche centinaia di metri dalla Reggia di Caserta e si trova vicina a diversi comuni della conurbazione casertana, in particolare San Nicola la Strada, Casagiove, San Marco Evangelista, Recale e Capodrise: l’area non è ritenuta adatta sia per motivi “estetici” e paesaggistici, data la vicinanza ad un monumento importantissimo come la Reggia, sia per eventuali danni ambientali e sanitari che il biodigestore, vicino ai centri abitati, potrebbe provocare. Su quest’ultimo punto il Comune del capoluogo si dice sicuro che saranno utilizzate tecnologie all’avanguardia e che quindi l’impianto non provocherà alcun problema di inquinamento.

Non sono mancate comunque le polemiche e le proteste: l’opposizione casertana, e Speranza per Caserta in particolare, ha organizzato mesi fa una marcia pacifica per dire no al biodigestore alla quale hanno partecipato in tanti. Ci sono stati poi una serie di interventi politici ed eventi volti a far cambiare idea all’amministrazione. Inoltre i sindaci di alcuni comuni vicini a Ponteselice, nello specifico San Nicola la Strada, Capodrise, Casagiove e Recale, a fine 2017 hanno rivolto un appello al sindaco Marino dicendo che, pur essendo necessario completare il ciclo dei rifiuti, ritenevano assolutamente sbagliata la zona scelta.

Al momento il progetto del Comune viaggia spedito verso la sua realizzazione, ma non sono esclusi colpi di scena nelle prossime settimane.