Bioetica, biomonitoraggio e Terra dei Fuochi. Catello Maresca ad Aversa: “Ampliare il progetto Veritas e stop ad abbattimenti indiscriminati”

Aversa – “Nel territorio di Caserta ho visto bollire la terra…, mai più Terra dei Fuochi”, sono le due espressioni attraverso le quali il sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia, Catello Maresca ha cercato di perimetrare il suo intervento nell’ambito del convegno organizzato, promosso e moderato dalla docente di bioetica medica e diritti umani della Pontificia Facoltà del’Italia Meridionale Issr Santi Apostoli Pietro e Paolo (area casertana), Maria Rosaria Romano, avente quale tema: “Mai più Terra dei Fuochi, un restart post-covid“.

L’evento, incentrato sui nuovi orizzonti bioetici nell’ambito della Cura della Casa Comune e dell’ambiente a cui hanno preso parte gli studenti dell’Isis Volta, svoltosi presso il salone Guitmondo del seminario vescovile di Aversa, ha visto la partecipazione del pastore della Chiesa di Aversa, mons. Angelo Spinillo, del professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia; del professore don Carlo Villano, direttore dell’Issr Santi Pietro e Paolo; del docente emerito di Filosofia Teoretica nella sezione San Tommaso d’Aquino della Facoltà teologica dell’Italia meridionale Pasquale Giustiniani e della dirigente scolastica dell’Isis A. Volta di Aversa, Simona Sessa.

In effetti il meeting è stato contraddistinto anche dal progetto di bioetica portato avanti dalla professora Maria Rosaria Romano con gli studenti e personale docente del Volta. “Da un punto di vista scolastico – ha ribadito la dirigente di tale istituto, Simona Sessa – la bioetica puo’ promuovere e incentivare quella mission educativa al mondo dell’ambiente in maniera alternativa, acquisendo competenze pratiche e spendibili non solo a livello occupazionale, ma anche sociale”.

Tornando al tema del convegno è stata l’introduzione della professoressa Romano, così come l’intervento del vescovo mons. Angelo Spinillo e del professore don Carlo Villanno a fare da filo conduttore a quelle proposte valoriali ed etiche che vengono irradiate dall’enciclica sociale Laudato Sì di Papa Francesco. Hanno fatto eco nella sala quei concetti cardine della nuova etica ambientale che richiamano al senso di appartenenza ad un territorio, all’ecologia integrale, alla responsabilità nella gestione delle risorse e al nuovo approccio antropologico e tecnologico dell’essere umano riguardo al “tutto è connesso”.

Un meeting che ha permesso di esprimere una simbiosi e una sintesi di saperi: dalla filosofia, all’etica, alla bioetica, alla teologia, sino ad arrivare a toccare argomentazioni di diritto e di bioetica medica incarnati nella dimensione sociale dell’agro aversono e della terra dei fuochi.

Interessanti le riflessioni dello studioso Antonio Giordano che ha ribadito in videoconferenza da Philadelphia: “L’area di Napoli Nord, già in uno studio condotto negli anni 70 era una delle zone più inquinate e inquinanti del nostro paese. Da allora non è stato fatto molto, anzi è stato fatto molto poco. Questo per colpa della scelleratezza di una certa imprenditoria e politica a braccetto con la camorra. Se la scienza – ha ribadito Giordano – più volte ha denunciato che sostanze altamente inquinanti presenti nel nostro territorio, quali l’amianto, la diossina, il mercurio, i metalli pesanti, i quali in sincrono diventano un miscuglio micidiale, bisogna capire il perchè, poi di tanta indifferenza. Queste sostanze sono capaci di trasformare anche il Dna.

Questo è emerso grazie anche ad uno studio di ricercatori indipendenti, finanziato da cittadini e studiosi – ha precisato Giordano – mentre c’era un silenzio assordante delle istituzioni. Fortunatamente la magistratura è intervenuta indagando sui disastri commessi sul nostro territorio.Oggi abbiamo la coscienza e la contezza del problema. Cosa dobbiamo fare ora? – domanda che in tanti si pongono. Constatata scientificamente l’incidenza delle sostanze inquinanti con le patologie tumorali e oncologiche, allora occorre un programma di Biomonitoraggio sulla popolazione. Inoltre bisogna investire sulle ricerche della scienza indipendente, non condizionata dal contesto culturale”.

Il sostituto procuratore Catello Maresca prendendo nota degli spunti della ricerca scientifica ha rilanciato: “Spero che il professore Antonio Giordano possa fare un regalo ai napoletani e ai campani elaborando un piano per la salute, estendendo il progetto Veritas a quelle aree del Comune di Napoli, da Ponticelli a San Giovanni. Io sono stato un magistrato che ha sempre cercato di vedere con i suoi occhi cosa accadeva prima di elaborare ipotesi investigative.

Mi complimento – ha ribadito poi – con la professoressa Romano sulla scelta del tema del convegno, in quanto bisogna cominciare ad urlare – mai più terra dei fuochi. Vedere i tecnici dell’Arpa scappare di fronte ai rilievi fatti sul territorio fa paura. Allora dobbiamo ripartire dal riappropriarci delle istituzioni e del nostro territorio, che non sono cose che appartengono ad altri, ma sono nostre. Dobbiamo curare e amare il nostro territorio. Dobbiamo avere – ha sottolineato il magistrato – rispetto per il territorio che ci ospita. Occorre recuperare gli elementi della realtà della terra. Papa Francesco nella Laudato Sì ce lo chiede con forza.

Un altro tema che si accompagna alla tutela dell’ambiente – ha aggiunto il procuratore – è quello dell’abusivismo edilizio. Però su questo e lancio questo messaggio da Aversa, voglio dire che oggi c’è una normativa iniqua sugli abbattimenti che costringe tanti magistrati cacciare tante famiglie dalle loro abitazioni, e in un momento di crisi economica e sociale profonda in cui lo Stato sembra apparire molto aggressivo, allora io credo che anche in territori come il contesto agro aversano, dove ci sono paesoni come Casal di Principe e Casapesenna, San Cipriano d’Aversa in cui l’abusivismo è diventato la regola, bisogna però stare attenti, in quanto dietro i piccoli abusi ci sono persone, famiglie, storie umane. Quindi chiedo al Parlamento e al Governo di sospendere per sei mesi gli abbattimenti per gli abusi di necessità o soggetti a condono da verificare. Non parlo ovviamente degli abusi gravi”.