Blitz della Polizia di Stato. 11 arresti per sequestro ed estorsione a commerciante di Napoli

Polizia di Stato
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Su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli, nella mattinata di oggi, 27 giugno, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha colpito 11 indagati. Le accuse, a vario titolo, sono di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali e altri delitti aggravati dall’uso di armi e dal metodo mafioso.

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) e disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, rappresenta l’epilogo di un’indagine lampo avviata dopo il tragico sequestro di un noto commerciante di auto e orologi di lusso, avvenuto nella prima decade del mese di maggio.

Il sequestro e le modalità criminali

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Le indagini, condotte in maniera capillare tra le province di Napoli e Caserta dalla Squadra Mobile, hanno ricostruito nei dettagli la dinamica del vile agguato. La vittima, un imprenditore del settore automobilistico e degli orologi di pregio, è stata seguita, sequestrata e rapinata da un gruppo criminale.

Trasportato in un luogo isolato, il malcapitato è stato violentemente malmenato da alcuni degli indagati, che avevano il volto travisato, e minacciato con le modalità tipiche della criminalità organizzata di matrice camorristica.

L’obiettivo dei sequestratori era chiaro: estorcere alla vittima un ingiusto profitto pari a diverse centinaia di migliaia di euro. Nel corso dell’azione criminosa, l’uomo è stato privato di un’ingente somma di denaro contante, di un orologio di lusso e di un borsello contenente le chiavi di diverse autovetture di extralusso, custodite presso la concessionaria nella sua disponibilità.

Il doppio volto dell’organizzazione: dai Casalesi al clan di Recale e Curti

Un aspetto cruciale emerso dall’attività investigativa riguarda la complessa articolazione del gruppo criminale. Gli inquirenti hanno accertato che la persona offesa sarebbe stata inizialmente “avvicinata” da soggetti ritenuti contigui ad esponenti di primo piano del clan dei Casalesi. Tuttavia, a seguito dell’arresto di questi ultimi, sarebbero entrati in scena nuovi elementi, questa volta riconducibili al contesto camorristico di Recale e Curti.

Il ruolo dei due intermediari già detenuti

Un tassello fondamentale dell’operazione riguarda due dei 11 indagati, che non erano stati colpiti dal decreto di fermo del 8 giugno perché già detenuti per altra causa. Secondo quanto ricostruito, questi soggetti hanno giocato un ruolo chiave come intermediari tra la vittima e gli estorsori.

Pur trovandosi in carcere, avrebbero utilizzato una serie di videochiamate per ripetutamente minacciare la persona offesa, costringendola al pagamento della somma richiesta.

Cronologia degli arresti: dal fermo alla custodia in carcere

Va ricordato che nove di questi soggetti erano già stati arrestati dalla Squadra Mobile di Caserta in data 8 giugno, in esecuzione del decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli – D.D.A..

Quel provvedimento era stato successivamente convalidato sia dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che da quello presso il Tribunale di Napoli Nord.

Proprio sulla base delle stesse risultanze investigative, questi due Giudici hanno emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati, inviando infine gli atti per competenza al Tribunale di Napoli, che oggi ha dato esecuzione al provvedimento definitivo.

La presunzione di innocenza

Si evidenzia, come precisato dalla Procura, che i provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari. Avverso di essi sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari degli stessi sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.