Il boss Zagaria interviene durante il processo: “Sono isolato da 7 mesi senza motivo”

Santa Maria Capua Vetere (Caserta) – Durante il processo in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che vede tra gli imputati, oltre all’ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria e all’ex consigliere comunale Luigi Amato, anche il boss dei casalesi Michele Zagaria, accusato di violenza privata, lo stesso capoclan è intervenuto in videoconferenza dal carcere milanese di Opera, dove è detenuto in regime di carcere duro, parlando più delle sue condizioni all’interno del penitenziario meneghino che delle vicende legate al procedimento che vede come parte lesa un altro ex primo cittadino di Casapesenna, Giovanni Zara.

“Nel carcere di Milano-Opera non sto al 41bis” ha detto Capastorta “ma in un’area riservata, in cui da sette mesi sono isolato senza alcun motivo”.

Zara fu sindaco del comune casertano per pochi mesi, tra il 2008 e il 2009, e da subito professò la sua contrarietà al potere esercitato dal boss, che in quel periodo si nascondeva proprio nel suo paese d’origine, Casapesenna. Una posizione che il primo cittadino pagò a caro prezzo, venendo sfiduciato dalla stessa maggioranza che lo aveva sostenuto in precedenza.  La Procura Antimafia sostiene che “l’eliminazione” del sindaco “scomodo” sia stata architettata da Fortunato Zagaria, all’epoca vicesindaco, che avrebbe eseguito fedelmente gli ordini del boss allora latitante. Nel corso del processo è emerso inoltre che ai danni di Zara era stato progettato anche un vero e proprio agguato che alla fine per fortuna non si materializzò.

Il capoclan non ha risposto alle domande del pm della Dda sostenendo di non avere nulla da dire a proposito del processo e si è lamentato poi per le strumentalizzazioni che sarebbero state fatte sulle sue dichiarazioni in passato: “Non ho messaggi da lanciare a nessuno”.

Michele Zagaria si è poi rivolto ai presenti in aula tornando a parlare della sua detenzione: “Sulla mia situazione carceraria i giudici e la Procura sono i miei garanti”. Il presidente del collegio Maria Francica non ha voluto però approfondire l’argomento, ritenendo che quella non fosse la sede adatta per parlarne.