Brucellosi, la marcia degli allevatori e dei sindaci ad Aversa per il funerale della filiera. Il 13 luglio si va a Roma

E’ stata una marcia silenziosa e pacifica con una corona in ricordo delle 300 aziende morte e degli oltre 4000 posti di lavoro persi.

Si stima un fatturato di 600 milioni di euro in 5 anni che la provincia di Caserta non avrà più ed altre 33 aziende sono destinate alla morte.

Ieri sera gli allevatori del Coordinamento Unitario in difesa del patrimonio bufalino si sono riuniti ad Aversa, presso l’Arco dell’Annunziata, in un corteo funebre per commemorare la morte della filiera bufalina. Con loro i sindaci dei comuni della provincia di Caserta colpiti dall’ordine di abbattimento, che sono intervenuti facendo proprio il dolore di una intera categoria e portando il proprio contributo.

Da mesi gli allevatori bufalini del Casertano sono impegnati in un duro braccio di ferro con la Regione affinché venga sospeso il nuovo piano regionale di eradicazione della brucellosi e della Tbc bufalina, varato appena nel marzo scorso, e venga modificato affinchè sia resa effettiva la vaccinazione, abbandonando la strada degli abbattimenti.

Lo scontro è soprattutto con la struttura tecnico-veterinaria della Regione che ha gestito per anni il piano di eradicazione di brucella e tbc bufaline, puntando sugli abbattimenti dei capi sospetti. Abbattimenti giudicati indiscriminati dagli allevatori, visto che in meno di dieci anni sono stati abbattuti 140mila capi bufalini.

Tutti provenienti da allevamenti situati in quattro comuni focolaio del Casertano (Grazzanise, Santa Maria la Fossa, Cancello e Arnone e Castel Volturno), dei quali solo l’1,4% è poi risultato, da analisi post mortem, effettivamente malato di brucellosi o tbc. A gestire l’attuazione del nuovo piano contestato sarà il neo-commissario straordinario Luigi Cortellessa

E il 21 giugno nella Conferenza stampa presso il Centro Don Milani alla NCO di Casal di Principe è stata presentata l’iniziativa di mobilitazione straordinaria di tre settimane per dimostrare che “cambiare si può, se si vuole”.

Si è tornati a parlare della “corsia preferenziale” adoperata per il Salernitano, feudo elettorale del governatore De Luca: “I fondi vengono trasferiti per il 41% a Salerno e solo per il 4% a Caserta. Gli allevatori hanno fatto sacrifici, ci hanno messo il loro sangue e i propri soldi, ma lo Stato ha finanziato le aziende di Salerno: chi gestisce la Regione lo fa come se fosse il sindaco di Salerno, mentre vorremmo che facesse il presidente della Regione. Siamo stufi di essere trattati come figli di un dio minore”.

 

 

 

Forte il grido di allarme di Gianni Fabbris, portavoce degli allevatori, che si rivolge ai consiglieri regionale “per chiedervi un incontro, per sollecitarvi ad assumere urgentemente e direttamente l’iniziativa e per esprimervi tutta la nostra preoccupazione per l’aggravarsi della crisi nel comparto bufalino e la sempre più evidente incapacità istituzionale di governo nel dare indicazioni chiare e responsabili.”

Fabbris, denuncia l’incapacità della Giunta Regionale di dare risposte all’altezza dei problemi. La stessa nomina del Commissario Straordinario per l’applicazione del Piano corre il rischio di essere l’ennesima possibile occasione mancata se non si definisce un Piano condiviso ed efficace da applicare.

E ieri ad Aversa la commemorazione della morte delle 300 aziende, tutti in silenzio,
preceduti da una banda funebre, da una corona di fiori e da una rappresentazione in scala di una bufala trainata a spalla fino alla Piazza Don Diana proprio acanto il Municipio di Aversa.

Qui in memoria delle aziende chiuse è stato allestito un cimitero virtuale con 300 lumini circondato da trentatré sedie in rappresentanza delle altrettanto aziende che hanno ricevuto l’ordine di abbattimento totale delle stalle.  In questo scenario si è tenuta l’assemblea nazionale e territoriale con circa venti interventi per lanciare la campagna nazionale e per sostenere, anche insieme ai sindaci e alle associazioni di territorio le ragioni degli allevatori.

In chiusura della manifestazione, alle 23, sono stati letti l’appello di convocazione a Roma della manifestazione e l’appello al Consiglio regionale della Campania. Con questa prima iniziativa si è pronti per la giornata straordinaria di mobilitazione in cui saranno convocati i Consigli Comunali aperti dei comuni, tutti a Roma il 13 luglio prossimo.