Brucellosi e TBC bufalina, Gianni Fabbris in sciopero della fame a Roma dal 16 aprile

La sede di NCO Nuova Cucina Organizzata a Casal di Principe, quartier generale della protesta degli allevatori, di cui è capo Gianni Fabbris.
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Casal di Principe – Gianni Fabbris, nella sua veste di presidente onorario di Altragricoltura, portavoce del Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino e Coordinatore e coordinatore della Rete Interregionale Salviamo l’Allevamento e il cibo di Territorio, ha scritto una lettera al Ministro della Salute e al Ministro dell’Agricoltura annunciano che dal prossimo 16 aprile sarà a Roma in sciopero della fame. Continua così la lotta degli allevatori campani.

Ormai da mesi gli allevatori del comparto bufalino del sud Italia attendono che il Governo Nazionale mantenga l’impegno di nominare il Commissario Nazionale per la Brucellosi e la TBC nelle 4 regioni (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia) dove ancora non si sono risolti i problemi che, in realtà, sono stati da decenni risolti in tutta Europa e nel resto dell’Italia.

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Dopo aver chiesto che il provvedimento di nomina del Commissario Nazionale venga portato al Consiglio dei Ministri e che il Governo incontri il Forum per il Piano Partecipato per verificare lo stato delle iniziative, Gianni Fabbris annuncia che dai prossimi giorni sarà a Roma in sciopero della fame “davanti al Ministero della Salute in cui poco meno di un anno fa tenemmo con speranza l’incontro e da cui, ancora, attendiamo gli atti”.

Dichiara ancora Gianni Fabbris: “Da quello che ci consta da tempo l’iter tecnico dell’istruttoria per la nomina del Commissario Nazionale sulla BRC e la TBC si è concluso e da tempo la decisione politica è stata assunta come del resto hanno chiesto a gran voce i parlamentari di territorio. Ora non c’è più alcuna ragione per ritardare oltre la firma da parte del Consiglio dei Ministri. Ogni giorno che passa espone gli allevatori, gli animali e i territori a rischi crescenti di fronte all’aggravarsi del fallimento dei piani regionali. Ed ogni giorno che passa lascia gli allevatori e le imprese di fronte all’arbitrio ed alle provocazioni di chi, avendo fallito e continuando a fallire, continua a gestire l’attuazione di piani che provocano danni mentre lascia la gran parte degli operatori pubblici in buona fede e dalla grande professionalità (veterinari, tecnici delle asl, operatori diversi) nella indecisione e nel vuoto di indicazioni chiare e risolutive”.