Caldo africano al Centro-Sud, più instabile al Nord. Da giovedì calo termico e temporali

Dal punto di vista meteorologico, secondo le previsioni de ilmeteo.it, quella appena iniziata sarà una settimana squilibrata: si passerà dal super caldo africano ai violenti temporali. Di seguito le previsioni per i prossimi giorni pubblicate sul sito del famoso portale meteo.

“Nonostante sull’Italia si stia rinforzando un’area anticiclonica di matrice nord africana, la nuova settimana risulterà assai squilibrata. Passeremo infatti dal super caldo africano ad una fase contrassegnata da violenti temporali. Cerchiamo dunque di capire cosa succederà nei prossimi giorni, analizzando le previsioni nel dettaglio.”

“Già da lunedì 19, avremo un deciso aumento termico con valori che saliranno fino a 36/38°C, in particolare sulle aree interne della Sardegna, della Sicilia e della Puglia. Clima caldo ed afoso anche sul resto del Paese. Al Nord si soffrirà di più sull’Emilia Romagna e sul basso Veneto. Attenzione solamente al ritorno di qualche temporale sui rilievi alpini e prealpini, soprattutto nelle ore più calde. Questo contesto di forte calore e di rovesci temporaleschi sparsi sulle estreme aree del Nord Italia, ci accompagnerà quanto meno fino alla giornata di mercoledì 21, con temperature più elevate sempre ad appannaggio delle regioni centrali e meridionali, in particolare l’area adriatica.”

“In seguito, tra mercoledì 21 e giovedì 22, ecco che l’alta pressione africana comincerà a perdere di energia, a partire dalle regioni settentrionali. Tra la sera, la notte e le prime ore di giovedì, infatti, violenti temporali e locali grandinate si sposteranno dai monti verso le aree pianeggianti del Piemonte, della Lombardia fino alle pianure emiliane e venete per effetto di un vortice ciclonicoin quota, che si porterà sul medio ed alto Tirreno. Quest’ultimo condizionerà il tempo nel pomeriggio di giovedì sui comparti centrali, con qualche episodio temporalesco tra la Toscana, l’Umbria meridionale e l’Abruzzo interni, specie sui comparti appenninici.”

 

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