A un mese dal suono della prima campanella, in Campania decine di scuole si ritrovano senza una guida stabile.
Il caos delle nomine e il ricorso alle “reggenze” rischiano di compromettere l’avvio delle attività didattiche e amministrative.
Mentre studenti e insegnanti hanno già preso posto tra i banchi, in Campania persiste un’emergenza che mina la stabilità del sistema scolastico: ben 71 istituti, tra statali e paritari, sono ancora privi di un dirigente titolare.
A lanciare l’allarme è l’Ufficio scolastico regionale (USR), che dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità dei dirigenti ha reso noto l’elenco delle sedi vacanti, divise per provincia, da assegnare tramite concorso o reggenze temporanee.
Le province più colpite: Napoli in testa, ma Caserta non scherza
I dati diffusi dal direttore generale dell’USR Campania, Ettore Acerra, fotografano una situazione critica, con scuole “orfane” sparse in tutte e cinque le province:
Napoli detiene il primato, con la maggior parte delle sedi scoperte;
Salerno e Avellino seguono con numeri significativi;
Benevento registra qualche criticità;
Caserta, pur con “solo” 6 istituti in attesa di dirigente, non è esente da problemi.
Le cause? Ritardi nei concorsi, pensionamenti senza sostituzioni tempestive e il ricorso massiccio alle reggenze – ovvero l’affidamento delle scuole a dirigenti già in servizio altrove, spesso oberati da doppi incarichi. Una soluzione tampone che, secondo i sindacati, rischia di abbassare la qualità della gestione scolastica.
Le reazioni: sindacati in allerta, famiglie preoccupate
Senza una guida stabile, le scuole navigano a vista. I dirigenti in reggenza fanno miracoli, ma non possono essere presenti contemporaneamente in più plessi. Servono assunzioni definitive.
Anche i genitori iniziano a protestare: «Mio figlio frequenta un liceo di Caserta ancora senza preside – racconta Lucia Marini –. Chi risponde per le decisioni urgenti?».
Cosa dice l’USR?
Acerra assicura che entro novembre le posizioni scoperte saranno assegnate, ma ammette che il sistema è sotto stress. Servono più risorse e un piano pluriennale per evitare che il problema si ripeta. Intanto, il Ministero dell’Istruzione valuta l’ipotesi di sbloccare nuovi concorsi, mentre le scuole vacanti affidano la gestione a vicepresidi o docenti facenti funzioni.








































