In Campania il primato per maltrattamenti all’infanzia. Lo dice il Cesvi

Ci sono notizie che non vorremmo mai sentire, soprattutto se negative, e soprattutto se coinvolgono la nostra regione d’appartenenza e soggetti fragili come i bambini. A volte ci si chiede come mai un adulto abbia disagi così marcati; li manifesta nelle situazioni più diverse, quando, nell’affrontare i problemi della quotidianità, è preda di grande insicurezza, troppo difficile, per lui, da gestire. La risposta arriva quando si scava a ritroso, analizzando l’infanzia di quel bambino ora diventato grande. Si scopre, così, che gli anni della sua fanciullezza non sono stati sereni, a causa di un ambiente familiare insano e nocivo per il suo sviluppo.

LIndice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, presentato nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #LiberiTutti, in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha analizzato la problematica del maltrattamento sui bambini. La conseguenza ultima, e troppe volte drammatica, di una situazione di disagio che coinvolge le figure genitoriali e il contesto familiare, ambientale e sociale nel quale i bambini crescono. Nell’Indice emergono quei fattori di rischio che creano presupposti importanti per scatenare il maltrattamento dei bambini nelle famiglie, come ad esempio l’elevato livello di povertà, il basso livello di istruzione dei genitori, il consumo di alcool e di droghe da parte dei genitori, la disoccupazione o lo svantaggio socioeconomico.

L’Indice mette in evidenza, soprattutto, la persistenza di forti disparità tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Le regioni che presentano il migliore livello di benessere complessivo dei bambini sono l’Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, l’Umbria, la Toscana e la Valle d’Aosta. A livello nazionale, i bambini e le bambine sono maltrattati soprattutto nell’ambiente che più di tutti dovrebbe garantire loro sicurezza e protezione. Tra il 60% e il 70% dei bambini/e tra i 2 e i 14 anni di età ha vissuto episodi di violenza in casa. Tutto ciò causa, spesso, un ritardo nel raggiungimento delle principali tappe evolutive con disturbi dell’apprendimento, oppure con un’eccessiva ricerca di affetto e attenzione da estranei (e il conseguente rischio di esposizione ad altri abusi), una forte chiusura e una sfiducia verso l’altro.

«Considerata la rilevanza delle differenze territoriali – ha dichiarato Daniela Bernacchi, CEO&General Manager Cesvi – è auspicabile il varo di politiche di prevenzione e cura in un confronto Stato-Regioni specificamente dedicato al maltrattamento dei bambini, oltre alla creazione di un sistema informativo sul fenomeno fondato su strumenti di monitoraggio e di rilevazione puntuale dei dati. Attraverso questo Indice regionale – prosegue Bernacchi – vogliamo riportare l’attenzione su una serie di misure da adottare, tra cui la necessità di dare vita a una Legge Quadro Nazionale sul maltrattamento dell’Infanzia creando strumenti normativi e amministrativi che facilitino la costruzione di politiche intergenerazionali di prevenzione del maltrattamento dei minori. A ciò si aggiunge l’importanza di destinare risorse specifiche alla prevenzione e alla cura di questo fenomeno e di migliorare l’efficacia e l’efficienza della distribuzione delle risorse già esistenti».

La Campania registra il risultato peggiore su scala nazionale e rispetto alle altre regioni del Sud (Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo) che la precedono: è ventesima per capacità di cura, per capacità di vivere una vita sana, di accedere alle risorse e di lavorare, ed è penultima per capacità di acquisire conoscenza e sapere. Questi dati, purtroppo, non sorprendono chi, vivendo in Campania, conosce bene il disagio della mancanza di diritti fondamentali, come quello del lavoro e del conseguente benessere psicologico e fisico della persona.