Campania verso il lockdown totale. De Luca: “Mai contagi così alti, non voglio vedere i camion militari con le bare”

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Il consueto appuntamento del Presidente De Luca del venerdì con la popolazione per fare il punto della situazione sul territorio regionale questa settimana ha purtroppo disegnato quello che tutti temevamo, la possibilità di un nuovo lockdown, un tragico ritorno al mese di marzo.

“Non voglio vedere camion con le bare per le strade delle città. Siamo ancora in tempo, oggi abbiamo una situazione pesante ma non siamo alla tragedia, però siamo a un passo dalla tragedia”. E’ drastico Vincenzo De Luca, senza tema di contraddittorio, addirittura brutale: “Non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute”.

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“Non siamo garantiti da nessuno che questo non avvenga, se non dalla nostra responsabilità, dalla correttezza dei nostri comportamenti e anche dalle decisioni che prendiamo da subito, altrimenti quelle immagini che abbiamo visto qualche mese fa sono destinate a riprodursi e ad entrare nella nostra vita in maniera drammatica”, ha aggiunto De Luca.

Mascherine chirurgiche personalizzateNella Regione i nuovi casi di coronavirus accertati oggi sono stati 2280, è record, a fronte di 15.800 tamponi, con una percentuale tra test e positivi che sale dal 12,8% al 14.5%, questo il dato riportato dallo stesso Governatore. “Ogni giorno che passa rischia di aggravarsi in maniera insostenibile la situazione dell’epidemia. Per questo io ritengo che non ci sia più un’ora di tempo da perdere e perfino l’ordinanza che entra in vigore oggi è già superata dai dati del contagio con i quali dobbiamo fare i conti. Io credo che dobbiamo decidere oggi, non domani, non fra una settimana, perché davvero non abbiamo più davanti tempo da perdere.”

“Avevamo immaginato una chiusura parziale – ha spiegato De Luca – ma per i dati che abbiamo non basta più neanche questo. Dobbiamo decidere di chiudere tutto. Tutto sommato – ha continuato De Luca – quello che abbiamo davanti non è un mese di grandissima vivacità anche sul piano commerciale. Se dobbiamo chiudere, meglio chiudere oggi, questa è la mia convinzione. Mi sono chiari i motivi di sofferenza, di disagio, di pesantezza di vita che queste decisioni determinano per le singole persone, per le famiglie e per le attività economiche. Rivolgo a tutti la domanda di sempre: qual è l’alternativa? Non abbiamo alternative se vogliamo tutelare i nostri figli, i nostri anziani, le nostre famiglie”.

Un mese di chiusura
“Oggi dobbiamo fare l’ultimo tentativo per bloccare l’esplosione del contagio, quindi dobbiamo chiudere tutto per un mese, per 40 giorni, per frenare l’esplosione del contagio. Poi si vedrà tra un mese, ma è evidente che senza decisioni drastiche non si può reggere, e dobbiamo farlo oggi perché siamo ancora in condizioni di reggere, domani non sarà più possibile. Le situazioni che troviamo la sera davanti ai bar, la notte nelle ore della movida, davanti alle scuole agli ingressi e alle uscite – ha aggiunto – sono quelle che hanno portato a una diffusione enorme del contagio e rispetto alle quali dobbiamo prendere decisioni oggi. Se decidiamo oggi senza perdere tempo, probabilmente abbiamo la possibilità di arrivare al periodo di Natale in condizioni migliori e forse possiamo anche immaginare una riapertura parziale”.

Le scuole
“Con questi dati le scuole non si aprono. È stupido, da irresponsabili dire che le scuole vanno chiuse per ultimo. Tra prima e dopo l’apertura degli istituti scolastici, “nella popolazione generale c’è stato un aumento di 3 volte del contagio, nella fascia tra 0 e 18 anni l’aumento è stato di 9 volte.

Siamo passati nella fascia 0-5 anni da 88 positivi prima del 24 settembre a 402 positivi a dopo l’apertura – ha sottolineato – nella fascia tra 6 ai 10 anni prima 57 contagi, dopo l’apertura 476 contagi, nella fascia 11-14 anni prima 49 contagi, dopo 479 contagi. Nella fascia 15-18, prima dell’apertura 82 contagi e dopo, 558 contagi. Quale genitore degno di questo nome manderebbe i figli a scuola con queste cifre?”.

Terapia intensiva
“L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla”, ha dichiarato il presidente: “La programmazione ci consente ancora di reggere – ha spiegato – ma con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario, ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate”.

Gli aiuti
De Luca ha infine chiesto “che in sede di conferenza stato-regioni ci sia una discussione rapida e concludente sulle misure economiche di sostegno alle categorie che saranno colpite. Evitiamo di perdere tempo. Ormai l’unica discussione da fare non è se chiudere, ma come aiutare le categorie colpite”, ha concluso.

Il Governo
De Luca ha detto che comunicherà “al Governo non solo la mia richiesta di lockdown su tutta Italia, ma per quel che riguarda la Campania procederemo in direzione della chiusura di tutto. Per l’Italia deciderà il Governo, per la Campania faremo quello che riteniamo giusto per noi.

Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive”.

Stando a quanto trapela da ambienti della Regione, l’ordinanza regionale sulle chiusure è attesa tra domani e domenica.