Campania in “Zona Arancione” da domenica 21 febbraio. I motivi del passaggio e le dichiarazioni di De Luca

Ormai è certo: la Campania passerà in “zona arancione” già a partire da domenica 21 febbraio, come anticipato dal Governatore della Regione Vincenzo De Luca nella diretta Facebook di oggi pomeriggio.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati dell’Istituto superiore di Sanità (ISS) e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha già pronta la nuova ordinanza che andrà in vigore a partire, appunto, da domenica 21 febbraio e prevede il passaggio in area arancione della Campania insieme ad Emilia Romagna e Molise. Al momento risulta che nessuna Regione passerà in “zona rossa”.

L’Ordinanza non è ancora stata emessa, per cui non c’è ancora l’ufficialità, ma il Ministro Speranza ha già dichiarato che il provvedimento sarà firmato presto. Il tutto in attesa del nuovo DPCM, che dovrà essere varato entro il prossimo 5 marzo dal nuovo Governo che si sta insediando in questi giorni. Nel frattempo restano valide le norme anti Covid in vigore dallo scorso 16 gennaio 2021.

I motivi del passaggio in “Zona Arancione”

Ma quali sono i motivi per cui la Campania torna nella zona di medio rischio (e medie restrizioni) dopo un mese in “zona gialla”? Innanzitutto il dato dell’indice di contagio Rt, salito fino a a 1.16. La scorsa settimana lo stesso indice era allo 0,8 (1,07-1,25 è l’intervallo di confidenza minimo-massimo);

Il tasso di positività, ovvero la percentuale dei tamponi risultati positivi rispetto a quelli analizzati, nei giorni scorsi è risultato costantemente più alto in Campania del dato su base nazionale;

Numerosi nuovi focolai del virus sono stati trovati nelle residenze per anziani e nelle scuole, soprattutto in seguito al ritorno alla didattica in presenza di lunedì 1 febbraio;

Preoccupa, inoltre, la diffusione delle nuove varianti del virus: l’incidenza della “variante inglese” è del 25%, ovvero in caso su 4, dei nuovi contagiati secondo un recente studio della Regione Campania. Inoltre, proprio a Napoli, è stata isolata una variante del virus mai individuata prima in Italia.

La Campania è tra le Regioni che hanno registrato il maggior incremento nei contagi nella settimana compresa tra il 10 e il 16 febbraio scorsi secondo il monitoraggio settimanale dell’ISS.

Ancor più dei numeri assoluti, ciò che desta la preoccupazione degli esperti è l’alta densità abitativa di determinate zone della Campania quali l’area metropolitana di Napoli. Ciò, naturalmente, è un ulteriore fattore di rischio per la diffusione del virus, come ricordato anche dal presidente De Luca.

Non a caso le Province di Benevento ed Avellino fanno registrare dati meno preoccupanti mentre, considerando i capoluoghi, è anomalo che Caserta faccia registrare un maggior numero di positivi (42mila casi) rispetto a Salerno (37mila) nonostante la minore densità abitativa;

Da non dimenticare anche la difficoltà da parte delle Forze dell’Ordine ad effettuare i controlli finalizzati a far rispettare le ordinanze. L’ordinanza del Governatore della Campania in occasione del Carnevale e del San Valentino non ha sortito gli effetti sperati.

Nonostante il freddo, nonostante la chiusura al pubblico dei locali nelle ore serali, non è stato raro osservare assembramenti non soltanto di giovani nei centri commerciali e nei centri della città dal mese di gennaio.

Le dichiarazioni del presidente Vincenzo De Luca

Non destano più ilarità le dichiarazioni dello Sceriffo di Salerno che nella lunga diretta (oltre un’ora di monologo), andata in onda nel primo pomeriggio di oggi su Facebook, ha usato i suoi abituali toni forti.

Parla di “immagini da brivido” Vincenzo De Luca che accusa esplicitamente i cittadini indisciplinati: “gente in strada quasi sempre senza mascherina, zero controlli, alcune grandi città della Campania abbandonate a se stesse”. E per questo afferma che è “inevitabile il ritorno alla zona arancione e se non stiamo attenti anche nella zona rossa”.

“Dobbiamo fare attenzione all’epidemia, al Covid che galoppa. La Campania deve avere cento volte più prudenza di altre regioni perché abbiamo una densità abitativa ed una congestione urbana che è a livello più alto d’Europa. Se perdiamo il controllo sul territorio ci facciamo male.

Le scelte fatte dal governo di aprire e poi di chiudere è una scelta che sta stressando l’Italia, sta nevrotizzando i cittadini italiani e rischia di prolungare l’epidemia invece di accorciarla.

La scelta delle zone gialle significa semplicemente questo: che per un mese ci si rilassa tutti immaginando che l’epidemia sia alle nostre spalle dopodiché, come abbiamo visto, si ritorna in zona arancione, in zona rossa”.

“Negli ultimi fine settimana ho visto migliaia e migliaia di persone in mezzo alle strade, nessun rispetto delle regole. Qui ormai il controllo in Italia non esiste più, nessuno controlla più nulla. Dovremmo contare solo sul senso di responsabilità dei cittadini ma in questi fine settimana che abbiamo alle spalle di senso di responsabilità ne abbiamo visto molto poco”.