Cani sui balconi una vera piaga, a Caserta se ne segnalano decine. Le autorità raramente intervengono

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Potremmo stare qui a dissertare se è umano o meno da parte di un proprietario di animale, relegarlo fuori ad un balcone, se non fosse che si tratta di un vero e proprio reato.

Social network alla mano si contano ormai decine di segnalazioni al giorno di persone che temono per la salute dei cani posti all’esterno delle abitazioni, in spazi angusti, o addirittura abbandonati per giorni, senza mai avere la possibilità di interagire con la famiglia o scendere a fare una passeggiata. Sul gruppo di cittadinanza attiva Ciò che vedo in città, solo questo anno, sono state fatte per la città di Caserta almeno 12 segnalazioni, di cui 8 di queste sicuramente trasformate in denunce o esposti alla Procura. Ultimo in ordine di segnalazione, un pastore tedesco femmina lasciato a se stesso, abbaiando ininterrottamente – segno evidentissimo di grande sofferenza –  fuori al balcone nel quartiere Acquaviva.

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La piaga aumenta se siamo in estate, periodo in cui il rischio di mortalità per l’animale è davvero elevatissimo se le condizioni non sono ottimali. Gli utenti però lamentano una gravissima difficoltà nel portare avanti queste denunce. A quanto pare, nè Polizia Locale, nè carabinieri, nè Asl riescono o vogliono intervenire, ancor più macchinoso e difficile l’intervento delle guardie zoofile dell’Oipa o della Protezione Animali. Tutti se ne lavano le mani chiamando in causa la concomitanza dei parametri utili a verificare le condizioni del cane e la Procura della Repubblica, dove a quanto pare è necessario fare esposto prima che la macchina si metta in moto. Con il pericolo che prima che tutto questo accada il povero animale se non va incontro alla morte, sicuramente sta soffrendo tantissimo.

ll cane, ricordiamo, ha bisogno di uno spazio vitale in cui dormire, mangiare e correre, deve fare almeno una passeggiata giornaliera, in particolare se di stazza grande, avere una cuccia riparata, una ciotola per il cibo e un’altra per l’acqua. Non tutti hanno lo spazio sufficiente per garantire al cane queste cose, le case spesso sono troppo piccole, soprattutto quelle in città, e in monolocali e bilocali è difficile trovare una degna collocazione per gli amici a quattro zampe. Per ovviare a questa problematica sono molti coloro che scelgono di mettere i cani all’esterno, sul balcone, predisponendo un angolo totalmente dedicato a loro. Viene dunque automatico chiedersi, cane sul balcone: è maltrattamento?

L’unico modo per capire se un cane sul balcone sta subendo da parte dei suoi padroni un maltrattamento è quello di osservare e verificare se si tratti di una sistemazione adeguata. In altri termini, è importante vedere se il balcone nel quale è collocato è abbastanza spazioso, non è molto esposto alla calura estiva o alle intemperie invernali, è provvisto di una cuccia adibita al riposo e alle ciotole per cibo e acqua. Deve trattarsi inoltre di un’area che non deve essere vissuta dal cane 24 ore su 24, in quanto deve avere la possibilità di entrare in casa e di fare delle passeggiate all’aperto con i suoi padroni. Un cane felice e in salute salta, corre e scodinzola quindi si vede immediatamente quando la sistemazione in balcone è adeguata e attenta alle sue esigenze.

Al contrario, quando un cane viene lasciato sul balcone di casa per molte ore o giorni interi, non ha accesso all’interno, è sottoposto al freddo o al caldo, non viene dotato di una cuccia in cui ripararsi e non ha a disposizione acqua e cibo, subisce certamente un maltrattamento. Ciò è visibile perché il cane abbaia per attirare l’attenzione, guaisce e, nei casi più gravi, cerca di scappare scavalcando l’inferriata. In queste circostanze viene posto in essere un vero e proprio maltrattamento in quanto il cane viene praticamente lasciato al suo destino sul balcone senza alcuna cura.

L’Avvocato Valeria Zeppilli dello Studio Cataldi ci spiega espressamente: “Ma cosa si rischia a lasciare il proprio cane sul balcone in condizioni insopportabili? La fattispecie penale che potrebbe venire in rilievo è quella di cui all’articolo 727 del codice penale che punisce l’abbandono di animali.

In particolare tale norma prevede l’arresto sino a un anno o l’ammenda da mille a diecimila euro per chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività e per chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

Lasciare un cagnolino da solo sul terrazzo, al caldo e senza riparo né viveri può ben integrare ognuna delle due condotte punite: sia l’abbandono in senso stretto che la detenzione con modalità incompatibili con la natura dell’animale e idonee a cagionare gravi sofferenze.

Basti pensare che addirittura, con la sentenza numero 14250/2015, la Corte di cassazione ha ritenuto circostanza idonea a documentare il malessere di un animale e a configurare il predetto reato anche l’abbaio incessante del cane.

Recentemente, poi, il Tribunale di Trento ha inflitto una condanna per abbandono di animali espressamente a un uomo che aveva lasciato il proprio cane in una terrazza, solo, senza acqua né cibo.

Insomma: il reato di cui all’articolo 727 del codice penale può configurarsi sempre in presenza di comportamenti incuranti, inerti o indifferenti del proprietario dell’animale.

È evidente che per la punibilità non è sufficiente lasciare il cane in un balcone in modo temporaneo e avendo cura di mantenere un contesto confacente alla natura dell’animale, garantendogli ombra, cibo e acqua.

Se però si esagera dalla condanna è difficile sfuggire: se il buon senso non scoraggia simili comportamenti, si spera che almeno possa farlo la paura di sporcare la propria fedina penale”!
https://www.studiocataldi.it/articoli/23215-lasciare-il-cane-sul-balcone-e-reato.asp

Casertaweb continuerà a monitorare questa vera e propria piaga, facendosi portavoce delle segnalazioni che i nostri utenti vorranno sottoporci. Non siamo più disposti come cittadini a tollerare sevizie travestite da superficialità nei confronti degli animali, non siamo più disposti a sottacere su simili barbarie.