Capitoli di Vento, la nuova poesia di Angela Barbieri. Le stagioni tornano…

Care lettrici e cari lettori, che seguite, spero con piacere, questa rubrica di poesia, ho il piacere di presentarvi, quest’oggi, Angela Barbieri, classe ’68, romana.
Chiariamo, da subito, che la sua specializzazione riguarda la narrativa: nel 2009, infatti, ha vinto la prima edizione del premio nazionale Un Fiorino con il romanzo Io vado scalza (Montegrappa Edizione), in cui si racconta di tre donne in continua lotta con la vita quotidiana, che non permette loro di esprimere al meglio le proprie personalità.

Un secondo premio arriva nel 2011, con il libro Il lupo è veramente cattivo, aggiudicandosi il Premio Circe di Roma, romanzo in cui dei ragazzi diventeranno adulti, attraverso diverse esperienze; nel 2014, Altro che favola, Mohicani Edizioni, la storia di una scrittrice alla ricerca del principe azzurro, un’avventura che le cambierà la vita. L’ultima pubblicazione, per Infinito Edizioni, 120 giorni – l’equipe di un Hospice racconta, tocca un tema toccante, l’attaccamento alla vita dei malati terminali, anche attraverso gli occhi degli infermieri. Inoltre è finalista al premio Writers casa Sanremo.

Gentilmente ci ha inviato, con grande piacere da parte nostra, questa sua poesia, che si intitola Capitoli di Vento:

Capitoli di Vento

Pesco
tra cicatrici di cristalli rotti
parole bagnate
di sudore freddo di pelli mischiate
lanciate in un sospiro
a dar titolo
a pagine e pagine.

Le stendo ad asciugare,
al contrario
diritte
sbieche
ma veloce,
prima che il nuovo vento
ne spenga la forza.

Nell’aria per un attimo
l’odore è lo stesso.
Sulla pelle,
freddo e sudore.

Solo per un attimo.

Per poi andar via
asciugate dal vento nuovo
senza più ancorare al cuore
vecchie cicatrici.

Angela Barbieri

Assunta Spedicato, organizzatrice del Premio Letterario Internazionale di Napoli Cultural Classic, scrive a proposito di questa poesia:

La sintesi di questa lirica s’intravede già nel titolo: Capitoli di vento. Un vento respirato in più stagioni, che passa per ritornare, ciclico eppure diverso, con l’attenzione di volta in volta puntata su di una fragranza prima nascosta. Un vento che sfoglia pagine vissute. Pagine dai bordi affilati come cristalli spezzati, da maneggiare con cura perché, in quel ripassare del vento, potrebbero tornare a far male. E stanno lì, le pagine, sul fondo di una storia, in attesa d’essere riviste e, chissà, di ricevere un titolo nuovo, magari degno di un altro finale.

C’è analogia, forse, con il lavoro di scrittura, quando a farsi necessaria è l’immersione nel profondo dell’anima per attingere a ricordi, sensazioni e dolori da riportare fedelmente, per questioni di credibilità. Un’escursione poco piacevole ma necessaria, da fare in fretta, prima che il pensiero sfugga e vada a ripararsi altrove, com’è lecito, nel mezzo di un vortice felice. Attività di cui si è fatta esperta la nostra autrice che, a furia di attingere al proprio vissuto, diviene artefice di una narrazione nuova, degna d’un titolo che sintetizzi un dolore, finalmente ascoltato, compreso e accettato. Un vento elaborato il suo, che chiude un capitolo per voltare pagina, in maniera del tutto consapevole.

Voglio ricordarvi che se anche voi scrivete poesie e vi piacerebbe inserirne una in questa rubrica basta inviarcela all’indirizzo e-mail poesia2019@virgilio.it, riportando: titolo e testo della poesia, nome autore e breve nota di commento.

Loading...