Capodrise Contemporanea, Giovanni Cavaliere firma l’opera-manifesto della IV edizione  

Il suo è un angelo del silenzio, adagiato fra le case abbandonate di periferie esistenziali. Portatore di sacre parole e di paure ancestrali, come di certi angeli che irrompono nella spazialità sospesa di quell’architettura sacra sui muri di antiche pitture.

L’artista salernitano Giovanni Cavaliere ha firmato l’opera-manifesto della IV edizione di Capodrise Contemporanea, la rassegna del Palazzo delle Arti di Capodrise che partirà il 12 settembre.

«Quello di Cavaliere – dichiara il direttore artistico Michelangelo Giovinale – è un angelo leggero, rarefatto, nel rosso cadmio che vira al magenta. Segno mistico di una rappresentazione il cui corpo e nient’altro che un’apparizione.

Tende un filo, da uomo a uomo, da casa a casa. Sembra dirci: ricorda un silenzio, una nostalgia, un desiderio di ascolto. In quel metro di distanza. Senza alcuna fretta e fuori dal brusio del mondo. Quel desiderio dell’altro».

Quest’anno, il PalArti si interrogherà sulle molteplici declinazioni del silenzio: «Nasciamo dal silenzio – spiega Giovinale – e nel silenzio torniamo. Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte e la vita, d’un tratto, ci appare tutta un rumore.

Sono questi i giorni della coscienza, con strade e piazze vuote, con la solitudine e lo smarrimento. Un’umanità travolta, dentro un fiume che ha rotto gli argini e ci sta restituendo detriti e consapevolezza. Eppure, il silenzio e l’eco di una natura che torna a farsi sentire».

Un’estetica del vuoto, fra bellezza e ansietà, uno spazio imperfetto, insediatosi nella nostra vita, tra angosce e paure. Il silenzio: il grande assente in questa contemporaneità. Non uno, ma tanti silenzi che parlano, con la voce di uomini che lo hanno attraversato e di tante storie.

«Silenzi d’amore e silenzi di morte – conclude Giovinale –, nei tempi e nelle stagioni, ed ora, anche fra i balconi delle città. In questa risonanza, tanto indefinita quanto imperfetta». Cavaliere, 49 anni, è di Mercato San Severino.

Dopo l’Istituto d’Arte a Salerno, si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studia con i maestri Carmine Di Ruggiero e Bruno Starita. Nel 2007, vince il Premio Lissone, con l’opera “Vuoto d’aria”, che entra nella Collezione permanente del Museo d’Arte Contemporanea della città di Milano. Nel 2011, è invitato alla mostra “Lo stato dell’Arte”, a cura di Vittori Sgarbi, allestita a Pontecagnano, nell’ambito del Padiglione Italia-Campania della LIV Biennale di Venezia.