Da caposala a paziente Covid

Da caposala a paziente Covid

Da quando è iniziata la pandemia siamo bombardati di notizie asettiche (numero di contagiati, deceduti, guariti), ma dato che dietro ad ogni numero c’è un individuo con la sua storia e la sua esperienza personale, ho chiesto la testimonianza a chi da marzo con profonda abnegazione, lotta in prima linea per fronteggiare l’emergenza ed ora si ritrova dall’altro lato della barricata come paziente Covid.

Lei è caposala facenti funzioni del reparto di ortopedia dell’Ospedale Loreto Mare di Napoli, trasformatosi in reparto Covid ed è residente a Frattamaggiore, comune a nord di Napoli particolarmente colpito a livello di contagi.

Ha risposto alla nostra richiesta inviandoci dei versi liberi, in quanto in questa maniera si è sentita libera di esprimere i propri sentimenti e ripercorrere in primis il proprio percorso professionale, per poi esprimere il suo ringraziamento ai colleghi che le sono stati accanto in questo frangente ed infine lamentare quella che si è rivelata una completa mancanza di assistenza territoriale.

Bussa a quella porta

Che fai sull’uscio di quella porta guardando lontano da quella via?

Ah se sapessi che da lì sto guardando il film della mia vita:

da quando giovane ed esile indossavo una divisa bianca, davo assistenza e donavo amore

a quando con qualche anno in più, indossavo uno scafandro, davo assistenza e donavo amore

e di quando sono passata dall’altro lato della barricata, sono caduta e nessuno ha bussato alla mia porta.

Però degli angeli senza ali, i miei angeli del Loreto mi hanno aiutato a rialzarmi

Ed oggi sono pronta ad indossare nuovamente quello scafandro, a dare assistenza e donare amore

Circondata però da coloro che mi sono stati vicini per continuare il film della mia vita.

Che fai lì triste guardando le stelle?

Penso a chi è caduto e solo ed abbandonato ha lasciato questo mondo, a chi ancor cadrà, a chi non si rialzerà perché non ci sarà nessuno a bussare a quella porta.

Che questa testimonianza possa essere di monito a tutte le realtà territoriali a non lasciare soli i propri cittadini: auguriamo una pronta guarigione a tutti coloro che in questo momento stanno combattendo questo fantasma invisibile ma letale e li invitiamo a rendere pubblica la propria esperienza poiché avere il Covid non è una vergogna né un argomento tabù ma anzi, parlandone e confrontandosi, si può trovare conforto e sollievo ed affrontare più serenamente una situazione fisicamente e psicologicamente difficile.