“Capua, una città, il Regno…”, la presentazione del libro di Francesco Senatore fa il pienone a Napoli

Grande affluenza alla presentazione del libro su Capua, Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo del prof.re Francesco Senatore, docente di Storia Medievale alla Federico II di Napoli e membro della Società Napoletana di Storia Patria, tenutasi ieri a Napoli, alla Fondazione del Banco di Napoli, in via Tribunali. Il pubblico, composto da docenti universitari di discipline storiche, assistenti, giovani studenti ed appassionati, ha risposto positivamente alla manifestazione.

Il libro, di taglio specialistico, intitolato Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo, scritto dal prof.re Francesco Senatore, docente di Storia Medievale alla Federico II di Napoli e membro della Società Napoletana di Storia Patria, è stato presentato a Napoli, alla Fondazione del Banco di Napoli, in via Tribunali. Ne hanno discusso i docenti di storia e istituzioni medievali e moderne come il prof.re Piero Corrao dell’Università di Palermo, il prof.re Marco Gentile dell’Università di Parma ed il prof.re Giovanni Muto, insegnante di Storia Moderna all’Università Federico II di Napoli nonché socio della Società Napoletana di Storia Patria; Giancarlo Abbamonte, docente di Filologia Classica alla Federico II di Napoli e responsabile attività culturali della Fondazione Banco di Napoli.

Un rappresentante della Fondazione del Banco di Napoli ha precisato i motivi per cui l’Ente ha iniziato a promuovere queste iniziative culturali che, in sintesi, riguardano l’interesse verso il territorio per una conoscenza maggiore di esso. Inoltre, ha dichiarato che è importante valorizzare anche centri urbani diversi da Napoli che hanno avuto un ruolo storicamente decisivo, come Capua appunto, che il libro del prof.re Senatore ci permette di conoscere meglio.

Il prof.re Gentile, il primo a prendere parola tra gli invitati alla discussione, ha evidenziato che negli ultimi anni la storiografia sulle città del Mezzogiorno si è molto sviluppata; a differenza dell’opinione comune, infatti, anche per le città dell’Italia del Nord non c’è mai stata una reale interessamento accademico. In riferimento a Capua, ha voluto sottolineare che fu la terza città del Regno ed era considerata sì un centro abitato ma anche una forza dominatrice, in crescita per tutto il secondo Quattrocento. Il docente ha, inoltre, elogiato la composizione del volume, ricco di esemplificazioni, trattando anche argomenti apparentemente ostici, come le finanze cittadine; il prof.re Senatore, infine, nello studio, a detta del prof.re Gentile, si è soffermato anche sul rapporto corte-sovrano, seguendo una linea erudita, che apparentemente si ingloba nella microstoria della ricerca analitica.

Il prof.re Corrao, invece, indica come nel saggio sono state indagate in modo capillare tutte le fonti, criticamente vagliate. Il discorso espositivo appare molto semplice, in cui ogni capitolo è introdotto da un paragrafo prefatorio, in modo che chiunque volesse leggere un capitolo, senza conoscere i restanti contenuti, può farlo senza difficoltà. Le fonti esaminate sono prevalentemente capuane, consultate negli archivi, sebbene non manchino documenti presi anche da altre città italiane. Il focus del volume, per il prof.re Corrao, è voler chiarire una volta per tutte che Capua era un’estensione della corte, una monarchia amministrativa, in cui l’amministrazione teneva banco su ogni singolo progetto finanziario.

Infine, l’intervento del prof.re Muto, che si sofferma come già dagli anni ’60 studi francesi hanno indagato l’origine delle città e la nascita di meccanismi che ne permettono lo sviluppo (viabilità, risorse, identità civica). Per le varie città di epoca medievale non è facile avere a portata di mano documenti civici, in quanto la città conteneva un territorio abbastanza vasto, che comprendeva luoghi circonvicini, come li chiama la critica, rappresentati dai casali, dalle ville e dai castelli. Inoltre, in base ai dati demografici, la critica, ormai da tempo, divide le città in piccole, medie e grandi. Capua, nonostante sia una città media, sappiamo dalle numerose fonti documentali, che amministrava un territorio vastissimo, in cui erano presenti molti centri culturali ed ecclesiastici. Sviluppo demografico, culturale, economico furono le basi per un suo ruolo primario nel Mezzogiorno, anche per la sua collocazione geografica, ha affermato il prof.re Muto.

Il pubblico è intervenuto nella discussione, dando anche lustro all’incontro, che forse ha dato l’imput per indagare meglio le nostre piccole e grandi realtà della provincia di Caserta, un patrimonio storico-culturale da non dimenticare soprattuto per la crescita dei nostri futuri cittadini.