Capua assegna il premio Placito Capuano a Saverio Costanzo, il regista de “L’Amica Geniale” (videointervista)

“Ricevo questo premio con la lusinga di aver lavorato con serietà ad un film che ha portato sugli schermi un libro, ossia la quadrilogia di Elena Ferrante, che ho amato moltissimo innanzitutto da lettore. Un amore che traspare dalla fedeltà riservata al testo e dal lavoro di una squadra che io oggi qui rappresento”.

Con queste parole ieri il regista Saverio Costanzo ha ricevuto il Premio “Placito Capuano” che, nell’ambito del “Capua il Luogo della Lingua Festival“, ogni anno viene assegnato ad una personalità del mondo culturale che, in vari modi e con vari linguaggi e declinazioni, abbia dato un contributo importante alla diffusione della lettura in Italia.

Il Premio, istituito nel decennale del festival “Capua Il Luogo della Lingua” che da quattordici edizioni celebra i linguaggi dell’arte nella città culla del primo documento ufficiale scritto in volgare, datato 960 d.C., è stato consegnato alla scrittrice Dacia Maraini nel 2014,  al regista Matteo Garrone  nel 2015, all’attore e scrittore Marco D’Amore nel  2016, allo scrittore Maurizio de Giovanni nel 2017, e allo scrittore Lorenzo Marone nel 2018.

Ieri, sul palco allestito nel Quadriportico della Cattedrale di Capua, a consegnare il Premio “Placito Capuano” edizione 2019 a Saverio Costanzo, regista de L’amica geniale, fortunata serie televisiva tratta dalla quadrilogia di Elena Ferrante, c’erano gli scrittori Diego De Silva e Piero Sorrentino.

E parlando della scelta linguistica voluta per “L’Amica Geniale”, il regista di film di successo come “In memoria di me”, “La solitudine dei numeri primi”, “Hungry hearts”, ha spiegato:

“Il dialetto napoletano è stato secondo me  la scelta vincente perché ha offerto agli attori la possibilità di esprimersi e di essere più autentici. Era quello che volevamo. I romanzi di Ferrante sono in italiano, ma la scelta di tradurli in dialetto napoletano degli anno ’50 per la trasposizione cinematografica ha regalato al testo una sfumatura, un colore che il lettore dei romanzi non ha potuto gustare. Questo, secondo me, perché il dialetto napoletano degli anni ’50, che è molto diverso da quello di oggi, è una lingua poetica, musicale, struggente, e credo che il successo dell’Amica Geniale sugli schermi sia dovuto molto anche a questa scelta linguistica”.

Il premio sin dalla sua prima edizione è stato realizzato dall’artista Roberto Branco, che si è ispirato alla famosa frase contenuta nel Placito Capuano : «Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.» (Capua, marzo 960 d.C.).