Capua, Marco D’Amore chiude La Città che Legge, domenica 27 giugno 2021

Capua, Marco D'Amore chiude La Città che Legge

Capua il luogo della Lingua festival, lo storico festival letterario che dal 2005 si svolge a Capua, quest’anno si terrà a ottobre, ma l’organizzazione del festival  ha immaginato di offrire a giugno una rassegna, che vuole essere un piccolo preludio a ciò che avverrà in autunno: La Città che Legge

Dopo la scrittrice Elisa Ruotolo, gli allievi del Laboratorio di scrittura tenuto da Marilena Lucente, l’architetto Massimiliano Rendina, lo scrittore Lorenzo Marone e il musicista Giovanni Block, ospitati nel Museo Campano, domenica 27 giugno alle ore 20.00 Marco D’Amore chiude la rassegna nello storico Teatro Ricciardi, dove ci parlerà del suo libro scritto con Francesco Ghiaccio, Vesuvio (DeA) presentato da  Francesco Massarelli, direttore artistico della sezione  Cinema  del Teatro Ricciardi, che in collaborazione con Capua il Luogo della Lingua da diversi anni propone cinema d’autore nella storica sala capuana. La serata sarà anche l’occasione per presentare il Patto per la lettura di Capua “Città che legge 2020-21”

Marco D’Amore, nato a Caserta da una famiglia di origine napoletana, nipote d’arte (il nonno ha recitato in compagnia con Nino Taranto e in qualche film di Nanni Loy e Francesco Rosi). Ha studiato presso il Liceo scientifico statale Armando Diaz di Caserta. Nel 2000 supera il provino ed entra nel cast dello spettacolo Le avventure di Pinocchio, prodotto dalla compagnia Teatri Uniti di Toni Servillo, per la regia di Andrea Renzi.

Nel 2002 passa le selezioni per la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano, dove si diploma nel 2004. Seguono varie esperienze teatrali, tra cui si ricordano quella con la compagnia di Elena Bucci e Marco Sgrosso Le Belle Bandiere e quella de La trilogia della villeggiatura, con Toni Servillo. Nel 2005, con Francesco Ghiaccio, fonda la compagnia di produzione teatrale e cinematografica La Piccola Società con la quale, nel corso degli anni, ha prodotto, diretto e interpretato quattro spettacoli teatrali (Solita formula, Il figlio di Amleto, L’albero e L’acquario) e due cortometraggi (Gabiano con una sola B e Voci bianche), entrambi in concorso al Festival del Cinema di Torino.

Nel 2010 è co-protagonista al fianco di Toni Servillo nel film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini, sceneggiatura del capuano Filippo Gravino. Nel 2012 arriva la notorietà con la Serie TV Benvenuti a tavola – Nord vs Sud e nel 2014 il grande successo grazie alla Serie TV Gomorra. Nel 2014 produce con la sua compagnia e Indiana Production Company il film Un posto sicuro sui disastri dell’eternit, ed è nel cast del film Perez, con Luca Zingaretti diretto da Edoardo De Angelis e Alaska con Elio Germano e la regia di Claudio Cupellini, anche questi due ultimi film vedono la sceneggiatura di Filippo Gravino.

Nel 2016 dirige ed interpreta il dramma American Buffalo di David Mamet (nella traduzione di Luca Barbareschi), presentandolo poi in una tournée protrattasi anche nel 2017 e nel 2018.

Nel 2019 debutta come regista dirigendo il quinto e il sesto episodio della quarta stagione di Gomorra, serie TV di grande successo internazionale.

Inoltre interpreta Ciro Di Marzio anche nel film L’immortale, diretto da lui stesso (debuttando quindi anche come regista cinematografico), che racconta le vicende del personaggio dopo la terza stagione della serie TV. La pellicola viene distribuita nel circuito cinematografico italiano il 5 dicembre del 2019, ed ottiene parecchio successo tra il pubblico, superando i 6 milioni di euro d’incasso. Per questo film, D’Amore ottiene in seguito la candidatura alle edizioni 2020 dei David di Donatello e dei Nastri d’argento, in entrambi i casi nella categoria riservata al miglior regista esordiente, riuscendo ad aggiudicarsi la vittoria ai Nastri d’argento.

Insieme a Francesco Ghiaccio, prima di Vesuvio (De Agostini 2021),  ha scritto il romanzo Un posto sicuro, tratto dall’omonimo film (2015).

IL LIBRO

Vesuvio (DeA) è una storia coraggiosa e autentica che racconta uno spaccato terribile della nostra Italia per ricordarci che la mafia non è un gioco.

Federico, tredici anni corsi d’un fiato, sa che Napoli non lo tradirà mai, sa che in quei vicoli è tutto magico e, allo stesso tempo, tutto vero e spietato, tutto da conquistare. Susy ha gli occhi neri neri, come i capelli e la frangetta dritta, sente di essere una guerriera, altre volte, invece, vorrebbe essere soltanto una ragazza come tante.

Federico e Susy hanno tredici anni e il profumo della libertà tra i capelli, i muscoli pieni di adrenalina, sogni pieni di coraggio. Per loro la vita è una corsa folle in sella ai motorini, tra i vicoli stretti di Napoli. Vivaci e strafottenti, tra battaglie e umiliazioni reciproche, comandano due bande di ragazzi con l’intento di prendersi tutto. Sono figli dei boss più potenti della città, rivali tra loro. Così, anche per Federico e Susy il destino è già scritto: soltanto uno dei due vincerà e l’altro resterà a terra consapevole che chi perde è niente. A volte, però, succede qualcosa che non ti fa tornare indietro, che ti costringe ad accelerare fino a perdere il controllo. E improvvisamente la vita si trasforma in una corsa disperata che conduce alla vetta del vulcano, un luogo in cui è possibile ritrovarsi o perdersi per sempre. Ma anche un luogo in cui il potere della scelta è nelle tue mani.

Un ritorno sempre gradito, dopo anni di frequentazioni del Capua il Luogo della Lingua festival quello di Marco D’Amore a Capua, dove già nel 2016, fu conferito il Premio Placito capuano.

Gli eventi si svolgeranno nel rispetto delle norme vigenti.

Per l’appuntamento al teatro Ricciardi, posti limitati per via delle restrizioni – prenotazioni via WhatsApp 0823 963874