Casagiove, la scuola Suzuki tra note, melodie e solidarietà presso la chiesa di San Michele Arcangelo

Orchestra Suzuki Casagiove

Nella giornata di ieri, mercoledì 18 dicembre, l’Orchestra Suzuki di Casagiove, che ha da poco festeggiato i vent’anni di attività e l’apertura di nuova sede, si è esibita presso la chiesa di San Michele Arcangelo.

La parrocchia casagiovese continua ad essere un attento presidio di legalità e di sensibilità sociale, grazie all’ opera di Don Stefano Giaquinto che, quotidianamente, tramuta i valori cristiani della solidarietà, dell’ inclusione e della condivisione in iniziative a favore della comunità.

Il concerto di beneficenza è stato organizzato a sostegno dell’ onlus “Genitori insieme”, la storica associazione che è nata dalla volontà comune di genitori e medici di sostenere, nel loro difficile percorso, i bambini affetti da malattie onco-ematologiche, in cura presso l’ospedale Pausilipon di Napoli.

Tra i principali traguardi dell’ associazione che da anni opera sul nostro territorio c’è il progetto “La casa di Alice,  primo esempio in Italia di casa di accoglienza in grado di ospitare i bimbi malati insieme alle loro famiglie, allo scopo di creare un ambiente a misura delle esigenze infantili e, soprattutto, di infondere un po’ di serenità nei piccoli pazienti e nei loro  genitori.

È strabiliante come bambini e ragazzi così giovani abbiano tanta voglia e fremano all’idea di aiutare, anche solo suonando, i loro coetanei”, ha esordito una mamma vicina all’associazione al termine del concerto.

È questo lo spirito del metodo Suzuki, ideato dal violinista Shinichi Suzuki, insegnare ai giovani allievi; “sensibilità, disciplina e pazienza, ingredienti indispensabili per uno splendido cuore”, sono queste le parole di Marco Messina, il fondatore di una delle prime scuole Suzuki sul territorio italiano, attualmente insegnante di flauto nell’accademia di Casagiove e direttore artistico dell’istituto Suzuki italiano.

Giusta causa”, è questo lo spirito con cui i piccoli musicisti si sono esibiti dando il meglio di se stessi, tra note e melodie che hanno intervallato le storie di chi, meno fortunato, spera di vincere la battaglia più grande della propria vita.

Forte è stata la risposta del pubblico che, rapito da profonde emozioni, si è lasciato incantare dai brani della tradizione classica e popolare riproposta dall’orchestra, formata dalla sezione di flauto, violino e chitarra, che ha suonato incessantemente per tutta la serata, all’insegna di un unico messaggio di solidarietà e amore cristiano, armi indispensabili per cambiare il mondo.

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