Casalesi, l’affondo del boss Zagaria contro il “collega” pentito Iovine: “Ha taciuto su 5 omicidi”

L’asse basato su amicizia e affari tra Michele Zagaria e Antonio Iovine appartiene ormai al passato e tra i due, oggi, non corre più buon sangue. A confermarlo, dopo le vicende giudiziarie passate, sono le ultime notizie riportate dal “Mattino”, che racconta l’affondo del boss dei casalesi Michele Zagaria, detenuto oggi nel carcere milanese di Opera, nei confronti del suo ex alleato Antonio Iovine, anch’egli detenuto ma che ha deciso di collaborare con la giustizia.

Le “dichiarazioni spontanee” rese da Zagaria sono contenute in un documento che è stato preparato dai funzionari addetti del carcere lombardo e poi trasferito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. La Dda esaminerà le frasi di Zagaria anche considerando il periodo di insofferenza generale del boss, che negli ultimi mesi sta manifestando spesso il proprio disappunto a proposito delle sue condizioni di vita in carcere: il 10 febbraio scorso ha organizzato, forse solo per inviare un segnale di protesta alle istituzioni, un nuovo tentativo di suicidio in carcere.

Tornando allo sfogo, Zagaria ha accusato Iovine di incoerenza perché, pur avendo fatto la scelta di collaborare con la giustizia, avrebbe “dimenticato” di parlare di cinque omicidi di cui si sarebbe macchiato e di una tangente da oltre un miliardo di lire che, secondo Zagaria, Iovine avrebbe ricevuto. Quel denaro sarebbe stato poi investito nelle discusse attività, sulle quali si è aperto poi un processo, legate al Polo Calzaturiero.