Il Casatiello Dolce o Pigna, un altro dolce tipico della Pasqua in Campania

Casatiello Dolce
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Sovrastato dalla Pastiera, da alcuni sconosciuto, quasi dimenticato e spesso confuso con il suo cugino salato: è il Casatiello Dolce, detto anche “Pigna” nel casertano, altro dolce tipico della Pasqua in Campania.

Un dolce con alle spalle un’antichissima tradizione, nato sull’isola di Procida secondo alcune fonti storiche, in uso con pochissime varianti su quasi tutto il territorio della regione e che oggi sta quasi per scomparire lasciando spazio mestamente alle colombe industriali.

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Di forma circolare come Tortano e Casatiello napoletano, ricorda il panettone natalizio per la forma e per l’altezza quando non è a ciambella, decorato da una glassa di zucchero che qualche volta cola un po’ ai lati alla stregua di una Drip cake ma caratterizzato da una fragranza intensa ed inconfondibile.

Protagonisti dell’impasto sono lo strutto oppure la sugna, caratteristica che lo accomuna a Casatiello e Tortano, ed il lievito madre, detto anche “criscito”. La glassa di copertura costituisce l’unico accento in un insieme dal sapore altrimenti monolitico. Di solito si preferisce il naspro, particolare tipo di glassa fondente aromatizzata al limone.

La bianca glassa sulla sommità è cosparsa a sua volta da variopinti confettini di zucchero, confetti all’anice e qualche volta da canditi in piccoli pezzi. Elementi decorativi che caratterizzano l’estetica del Casatiello con colori festosi e primaverili.

La sugna conferisce all’impasto la sofficità, la giusta umidità e l’aroma insieme al limone ed all’anice, spesso sostituito dal Liquore Strega o dal Limoncello. A seconda delle varianti possono essere aggiunti vaniglia o fori d’arancio. Nessuna farcitura, né creme né canditi, ad interrompere il sapore singolare e delicato della fetta che inevitabilmente risulterà alta ed asciutta.

PignaCaratteristica quest’ultima che, insieme alla lunga conservazione garantita dal lievito madre, lo rende ottimo da consumare insieme al latte per la prima colazione nelle settimane successive alla Pasqua. Questo è certamente un punto a favore del Casatiello dolce considerando che, classicamente, dopo qualsiasi festività tutte le case rimangono piene di avanzi che può diventare difficile smaltire.

Un tempo il Casatiello dolce era cotto nel forno a legna dalle donne che lo preparavano in casa e che si tramandavano la ricetta di generazione in generazione. La preparazione richiedeva tanta maestria, tanta forza fisica per governare l’impasto e tantissimo tempo anche a causa dei lunghissimi tempi di cottura e soprattutto di lievitazione.

Dolce ancora oggi difficilissimo da preparare e difficile anche da apprezzare perché rischia di risultare troppo friabile, troppo pesante o troppo secco se non è preparato alla perfezione. Per questo non viene più fatto in casa ma solo da pasticcerie e forni professionali.

C’è chi lo ama ma non piace a tutti, può risultare meno invitante di tanti altri dolci a guardare l’estetica e l’elenco degli ingredienti ma, a patto di trovarne uno realizzato con sapienza, è davvero una buona idea portare un fragrante Casatiello dolce sulle nostre tavole.