Ieri sera al Teatro Costantino Parravano di Caserta è andata in scena la performance “La Musica Dipinta – Paralipomeni di una Sinestesia”, uno spettacolo ideato e realizzato da Donato Tartaglione e Sergio Vozza.
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Il pubblico che ha gremito lo storico teatro casertano di Via Mazzini ha assistito interessato e divertito ad una rappresentazione unica ed originale, un susseguirsi di suggestioni sceniche ottenute attraverso l’alternarsi di diversi artisti che proponevano, ognuno a suo modo, la loro idea di “sinestesia” fra Musica e Pittura.
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Fausto Bellone, attore e regista, ha introdotto il tema della serata con un’incursione teatrale in cui interpretava il ruolo delle due arti, Musica e Pittura, che dibattevano sull’importanza dei rispettivi ruoli assunti nella storia umana; i musicisti Ferdinando Ghidelli ed Ubaldo Tartaglione hanno fatto da delicato sottofondo musicale alla narrazione teatrale.
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L’attore e scrittore Tony Laudadio, ha eseguito il reading “Guernica”, calandosi egregiamente nel ruolo, anche grazie alla sua passione principale che è la musica, nonostante i suoi poliedrici interessi in vari campi artistici.
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Tuttavia, il tema principale della serata, la sinestesia tra pittura e musica, è stato sviluppato attraverso il dialogo estemporaneo tra note e pennellate di colore rappresentato sul palco dal Trio Condorelli (composto da Pietro Condorelli, Claudio Borrelli e Emiliano de Luca) e il pittore Salvatore Ravo, che ha eseguito in tempo reale la sua opera su una grande tela.
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Il clou della serata, comunque, è stato l’effervescente e trascinante contributo musicale offerto da Enzo Avitabile in veste di special guest che, con la sua “contaminazione felice” ha coinvolto il pubblico, tutto in piedi, che lo ha accompagnato entusiasta nei suoi pindarici voli canori.
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Una bella serata, originale e ben realizzata, anche grazie alla professionale conduzione di Beatrice Crisci che ha introdotto con discrezione ed eleganza i vari momenti dello spettacolo. Senza dubbio da ripetere e, perché no, da esportare in altre location ed altri contesti culturali.
Ascoltando i vari commenti di alcuni illustri ospiti presenti in sala, ne abbiamo raccolto uno in particolare: “Caserta dispone di numerosi talenti, in ogni campo, sia artistico che culturale; se solo venisse dato loro più spazio e modo di esprimersi, i casertani non avrebbero nulla da invidiare a blasonate città cosiddette ‘culturali’ del Nord”.












































