Caserta, ciclabile di Corso Giannone, l’avvocato Napoletano solleva dubbi su fondi e sicurezza

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Un’istanza di chiarimento urgente e diffida inviata alla Commissione Straordinaria del Comune di Caserta mette sotto la lente la gestione dei fondi e la sicurezza del nuovo percorso ciclabile su marciapiede in Corso Giannone.
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L’avvocato Pasquale Napoletano ha presentato un atto formale alla Commissione Straordinaria del Comune di Caserta, evidenziando una serie di criticità di “estrema gravità” riguardanti l’assetto viario di Corso Giannone, una delle arterie principali della città. Al centro della questione, la scomparsa della pista ciclabile in sede stradale, realizzata nel 2020, e la sua sostituzione con un percorso ciclabile realizzato direttamente sul marciapiede.

L’intervento solleva interrogativi stringenti su tre fronti principali: la legittimità della spesa pubblica, il rispetto delle norme tecniche di sicurezza e le responsabilità in capo all’amministrazione.

La sostituzione dell’opera: un dubbio di danno erariale?

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Il primo punto sollevato dall’avvocato Napoletano riguarda la gestione dei fondi pubblici. La pista ciclabile originaria, realizzata nel 2020 con fondi ministeriali (Decreto MIT 12/08/2020), è stata infatti completamente smantellata a meno di cinque anni dalla sua ultimazione.

Al suo posto, è stato realizzato un nuovo percorso finanziato con risorse del PNRR (Missione 2, Componente 4, Investimento 4.1). Questa scelta, secondo l’atto presentato, “solleva seri dubbi sulla legittimità contabile e sulla programmazione della spesa”. L’avvocato chiede alla Commissione di chiarire se sia stata verificata la clausola di stabilità degli investimenti legata al finanziamento del 2020, per evitare una potenziale revoca dei fondi.

La domanda chiave è: come si giustifica la sovrapposizione di costi per distruggere un’opera recente e ricostruirne una simile, seppur in ubicazione diversa, con fondi diversi? Il rischio, paventato nella diffida, è che la città di Caserta finisca per “pagare due volte per la stessa infrastruttura”.

Sicurezza a rischio: violazione delle norme tecniche?

Il secondo e forse più preoccupante rilievo concerne la sicurezza dei cittadini. Il nuovo percorso ciclabile è stato realizzato sul marciapiede esistente. L’avvocato Napoletano contesta che questa soluzione violi palesemente il Decreto Ministeriale 557 del 1999, che regola le norme tecniche per la costruzione delle piste ciclabili.

Il decreto impone larghezze minime inderogabili (1,50 metri) per le corsie ciclabili, che devono essere garantite senza pregiudicare lo spazio sicuro per i pedoni. La configurazione attuale, secondo l’istanza, creerebbe una pericolosa commistione tra ciclisti, pedoni e turisti in un’area estremamente sensibile: a ridosso del sito UNESCO della Reggia di Caserta e di diversi plessi scolastici.

Questa “promiscuità” viene definita “un pericolo oggettivo per l’incolumità pubblica”, trasformando uno spazio destinato alla mobilità dolce e sicura in una potenziale fonte di incidenti.

Pista ciclabile Corso Giannone

Responsabilità civili e penali in gioco

Il terzo punto tocca il profilo delle responsabilità. La scelta progettuale di eliminare una corsia riservata e protetta sulla strada per spostare i ciclisti sul marciapiede – un cosiddetto “percorso bre-dana” – viene giudicata un declassamento della sicurezza.

L’avvocato Napoletano mette in guardia la Commissione: “Chi ha validato tecnicamente tale variante progettuale si assume la responsabilità civile e penale di eventuali incidenti derivanti da tale promiscuità”. Una dichiarazione che suona come un monito chiaro sulle potenziali conseguenze legali di scelte tecniche opinabili.

La richiesta alla Commissione Straordinaria

Alla luce di queste criticità, l’avvocato Napoletano chiede alla Commissione Straordinaria, nell’esercizio dei suoi poteri di gestione, di “fare piena luce sulla conformità dell’opera e sulla congruità della spesa”. L’obiettivo è ottenere risposte chiare e documentate prima che la situazione diventi irreversibile, evitando che la comunità casertana riceva “un servizio peggiore e più pericoloso” nonostante un impiego ingente di risorse pubbliche.

La palla passa ora all’amministrazione comunale, chiamata a fornire spiegazioni dettagliate su una vicenda che tocca temi caldi come la trasparenza nella spesa, la sicurezza urbana e la tutela dei cittadini più vulnerabili (pedoni e ciclisti) in un’area simbolo della città.