Vittorio Fiorese ospite del Piccolo Cenacolo
Appuntamento alle ore 10:00 in Via Feudo San Martino, con il patrocinio del Centro di Studi Teologici “Gian Francesco Alois”. Ingresso libero
Caserta — Sabato 6 dicembre 2025, alle ore 10:00, il Piccolo Cenacolo promuove il convegno “Israele e Palestina – Un punto di vista cristiano” in Via Feudo San Martino a Caserta, con il patrocinio del Centro di Studi Teologici “Gian Francesco Alois”.
L’incontro, aperto alla cittadinanza con ingresso libero, intende offrire una riflessione fondata su Scrittura e tradizione cristiana attorno alla crisi mediorientale, per cercare una prospettiva di verità, pace e riconciliazione.
Ospite sarà Vittorio Fiorese, sociologo della religione laureato presso l’Università Federico II di Napoli. Dopo un lungo percorso di studio nelle filosofie orientali, Fiorese ha abbracciato la fede cristiana, dedicando oltre trent’anni alla predicazione e alla consulenza spirituale con la tenda itinerante “Cristo è la Risposta”.
Oggi dirige il centro di formazione e ristoramento di Quaglietta (AV), è autore del volume “Le possibilità di un risveglio in Italia” e dirige il periodico “Cristo è la Risposta II”. Un punto di vista maturato nel tempo, che intreccia esperienza pastorale e lettura critica del presente.
Il convegno si inserisce nel quadro casertano delle iniziative culturali e civiche che, anche in assenza di facili semplificazioni, cercano di costruire confronto informato su temi internazionali ad alto impatto umano.
La scelta di un taglio cristiano non è un alibi confessionale: è una lente dichiarata, che si assume la responsabilità di nominare dolore e speranza, e di farlo con parole verificabili, nel rispetto delle diverse sensibilità. La pace non è un concetto: è una pratica che comincia dall’ascolto e dal riconoscere la dignità di ogni storia.
L’appuntamento del 6 dicembre è imminente: accesso diretto in sede, si consiglia di arrivare con qualche minuto di anticipo per garantire l’ordinato afflusso. Un incontro pensato per la città — per credenti e non — in cui l’orizzonte mediorientale diventa occasione di coscienza civile, in linea con il lavoro di realtà locali che tengono insieme studio, comunità e servizio.
In tempi di polarizzazione, il valore è nel metodo: chiarezza delle fonti, sobrietà del linguaggio, apertura al dialogo. Su questo terreno si costruisce la partecipazione.









































