Caserta, una domenica pomeriggio alla Saint Gobain alla vigilia della zona Gialla. Anche in Risciò

Che domenica bestiale, cantava Fabio Concato qualche anno fa, raccontando la cronaca di una giornata in campagna a Milano, con il suo amore. E  noi prendiamo a prestito questo verso rimasto ormai negli annali delle canzoni italiane anni ’80, per raccontarvi un pomeriggio di verde cittadino a Caserta, alla viglia della zona gialla.

E per farlo ci siamo recati noi stessi, mascherina e antisettico, a trascorrere qualche ora in una zona ormai nota per essere oasi e ristoro per i casertani e non solo, visto che ieri arrivavano persone anche dai comuni limitrofi. Stiamo parlando della zona che viene ormai comunemente conosciuta come area Ex Saint Gobain, via Lamberti su Google Maps.

In epoca di pandemia, la Reggia ancora chiusa (almeno fino a ieri) ma comunque accessibile solo per gli abbonati, la popolazione si reinventa la città e si cercano anche nel cuore dell’assolata e cementificata urbe, macchie di verde che ricordino prati di collina e spiagge attrezzate.

In attesa che in un futuro prossimo (chissà) Caserta ci renda il Macrico, polmone inaccessibile di questa città, ci accontentiamo di questa piccolissima macchia verde co-tangente ad una Caserta nuova mai bonificata.

Già utilizzata ormai da anni dai cittadini come luogo di impegno atletico, sono moltissimi che vanno a correre nel cerchio dell’area che circonda il Palavignola, da un bel pò di tempo, grazie al piccolissimo boschetto, se così si può chiamare, posto proprio alle spalle del Palazzetto, è ormai ritrovo frequentatissimo dei giovani e meno giovani che cercano un’oasi di ristoro.

Ogni giorno, finanche in zona rossa, verso le 17 Viale Melvin Jones comincia a riempirsi di podisti, maratoneti, amanti dei cani con i propri pelosi a scorazzare. La domenica la cosa si amplia: campeggiatori one-day tenda a carico, famigliole addirittura con tavolino e sedie per un pic nic veloce, ragazzi che si allenano con palle, corde, attrezzi da giocolieri, qualcuno steso cattura gli ultimi raggi di sole quelli più leggeri, qualcuno ancora gioca a carte, qualcun altro suona la chitarra, c’è chi addirittura fa lezione di Yoga, ginnastica, meditazione sul prato. E il piccolo manto erboso si riempie di teli mare e tappetini.

Insomma l’area si presta per spazio e verde, peccato manchino cestini, manchino fontanine, manchino panchine, manchi una manutenzione mirata per rendere un luogo rubato alla città, fruibile nel migliore dei modi. E gli unici due bidoni, si sono rivelati assolutamente insufficienti per accogliere i rifiuti delle tante persone accorse.

Basterebbe poco per “attrezzare” l’area, basterebbe innanzitutto l’occhio vigile dell’amministrazione che non può fare finta di non vedere che una parte della città ha ormai cambiato destinazione d’uso e necessità di un riassetto urbano, e basterebbe un po’ di buona volontà.

E ieri ci sono state le prove da Zona Gialla. Il prato permette certo, ma la gente era davvero tanta. Abbiamo potuto notare che tra i vari gruppi c’era il dovuto distanziamento, non così ovviamente all’interno dei gruppi stessi, crediamo familiari e fin qui tutto bene, ma anche di amici, non pochi quelli senza mascherina. E per farvi vivere l’atmosfera, c’è  chi si è attrezzato finanche con l’amaca per il sonnellino pomeridiano, e non uno solo, qualcuno è addirittura venuto in risciò direttamente da San Marco Evangelista: “Per respirare un pò signora – ci hanno spiegato i 5 amici, Mino, Crescenzo, Crescenzo bis, Emanuele e Raffaelema siamo attenti, tutti con la mascherina e facciamo anche un pò di movimento, senza dare fastidio a nessuno”.

Insomma se la zona arancione non ha impedito di “respirare” un po’ a centinaia e centinaia di persone, aspettiamo domenica prossima, in piena zona gialla, per vedere cosa succederà. E che Dio ce la mandi buona.