Caserta, Francesco Natale e Sergio Prozzo tengono un’interessante lezione-concerto sul mandolino

Sergio Prozzo e Francesco Natale

Ieri pomeriggio, nell’ambito degli Incontri dell’Umanesimo della Nuova Accademia Olimpia (NAO), nell’Aula Magna del Liceo Manzoni di Caserta ha avuto luogo un interessante lezione-concerto su ciò che rappresenta nella nostra cultura il mandolino, con la sua storia, la sua letteratura, le sue tecniche costruttive e restaurative.

A cura dei maestri Francesco Natale e Sergio Prozzo, egregi rappresentanti della Federazione Mandolinistica Italiana, il pubblico presente in sala ha potuto ammirare esemplari dal vivo e taluni rari, provenienti direttamente dai paesi d’origine, quali ad esempio l’Uzbekistan, il Giappone, l’India, dove la tradizione dello strumento è antichissima, pur non rispecchiando ovviamente le caratteristiche estetiche attuali.

Come lo stesso maestro Natale ci ha raccontato, il mandolino nasce come evoluzione dei primi strumenti primordiali a due corde con cassa armonica ovale e bombata, costruiti empiricamente senza ponticello (la parte che oggi solleva le corde dalla tavola armonica) e con filamenti di budella di animale.

Dall’Asia Minore, dove tutt’oggi esistono vari tipi di strumento a corda con scala “naturale” e non temperata, cioè con frequenze acustiche basate su intervalli naturali (potremmo dire volgarmente suoni non perfettamente accordati), lo strumento con manico molto lungo e cassa piccola si trasforma nei secoli a venire in un esempio acusticamente ed esteticamente perfetto, adatto ad ogni tipo di musica, di interpretazione e di situazione: dal duo all’orchestra, dal classico al popolare.

Forse non tutti sanno che la letteratura mandolinistaca abbraccia stili diversi: nasce con virtuosi e didatti dello strumento (per lo più napoletani) che si esibivano presso le corti, le famiglie reali come la regina Margherita di Napoli e si sviluppa con Mozart, Vivaldi, Beethoven, Verdi e comprende insiemi come duo, trio, quartetto, quintetto ed orchestra per strumenti a plettro e a pizzico.

Per il pubblico attento, partecipe e forse anche molto stupito dalle notizie inedite condivise dai due maestri con gli astanti, l’universo mandolinistico italiano è stato una vera scoperta, dal momento che questo strumento è noto, apprezzato ed esportato in tutto il mondo; in Giappone ed in America esiste un esame all’Università che riguarda la conoscenza di brani melodici e testi relativi alla letteratura specifica. Da non credere! Tutti gli strumenti a plettro ed a pizzico sono esposti nei più grandi musei e costituiscono patrimonio unico nel loro genere, soprattutto per la lavorazione artigianale. Francesco Natale vanta una collezione davvero pregiata!

Molti brani sono stati eseguiti con la “mandolira”, un bellissimo e rarissimo strumento che è un incrocio tra mandolino e lira.

Sia Francesco Natale che Sergio Prozzo sono musicisti, costruttori e restauratori e proprio durante la loro esibizione hanno mostrato ai presenti due strumenti costruiti da Sergio Prozzo: una chitarra ed un mandolino, con i quali hanno dato vita ad un’atmosfera particolarmente accattivante e trascinante con le musiche dei più famosi compositori, virtuosi e didatti del mandolino, cioè Emanuele Barbella, Giuseppe Manente, Raffaele Calace e Carlo Munier, mostrando nelle slide anche le partiture originali reperite con grande passione e fatica, spesso difficili da leggere ed interpretare.

Riguardo alle custodie degli strumenti, un particolare salta all’occhio: da una valigia, sapientemente rifoderata e rifinita dal maestro Natale (di proprietà di un’anziana nobildonna inglese che se ne voleva liberare), spunta un Pulcinella, icona tradizional-popolare per eccellenza del mandolino, esemplare creato dalla moglie di un collega musicista, ex percussionista della Nuova Compagnia di canto popolare, Franco Faraldo, che potrebbe rappresentare l’anima semplice, la saggezza, l’intraprendenza e il forte spirito di aggregazione  del popolo napoletano.

Dal punto di vista musicale ed interpretativo il concerto ha dato modo al pubblico eterogeneo, ma competente, di assaporare il gusto e la dolcezza di due strumenti (mandolino e poi chitarra) che acusticamente hanno dato il meglio sotto le dita di due grandi esponenti della tradizione mandolinistica italiana, i quali continuano, dopo anni di studio, di ricerca e di diffusione del genere anche all’estero, a regalarci emozioni uniche ed irripetibili.

A sorpresa, la serata si è conclusa con l’esecuzione di tre classici napoletani: “Duie Paravise“, “Reginella” e “Funiculì funiculà” cantati dal soprano Francesca Paola Zaza d’Aulisio con accompagnamento di mandolino e chitarra, ovviamente, coinvolgendo nella performance anche i numerosi presenti.

La Nuova Accademia Olimpia continua la sua ricca attività con i suoi Incontri dell’Umanesimo sabato 23 novembre 2019, alle ore 18:30, sempre nell’Aula Magna del Liceo Manzoni di Caserta con la nuova interessantissima conferenza dal titolo “La forma nascosta della luce“, tenuta dal Prof. Lorenzo Marrucci del Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini”, Universita’ di Napoli “Federico II”.

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