Giornata mondiale contro l’AIDS, ma quanto sappiamo a proposito?

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Oggi, 1° dicembre si tiene, come ogni anno, la giornata mondiale contro l’AIDS, nata per risvegliare la coscienza su questa epidemia planetaria. In Italia infatti nel 40% dei casi viene diagnosticata in modo tardivo.

Ma cos’è?
L’HIV/AIDS è una malattia del sistema immunitario causata dal virus dell’immunodeficienza umana.
Cosa comporta?
La malattia, interferendo con il sistema immunitario ne limita l’efficienza, rendendo le persone più suscettibili alle infezioni e allo sviluppo dei tumori.
Come si trasmette?
L’HIV/AIDS può essere trasmesso in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.
Quante persone ne sono affette?
Nel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stimò che vi fossero 33,4 milioni di persone nel mondo a convivere con l’HIV/AIDS, con 2,7 milioni di nuove infezioni HIV all’anno e 2,0 milioni di decessi annuali a causa di AIDS.
Dove e quando ha avuto inizio la ricerca?
La ricerca ha avuto origine in Africa centro-occidentale nel corso del ventesimo secolo e la sua è stata identificata nel 1983.
Come può essere curata?
Le cure per l’HIV/AIDS possono rallentare o arrestare il decorso della malattia, non è cura conosciuta o vaccino. Il trattamento che riduce sia i morti che le nuove infezioni, comporta farmaci costosi e non disponibili in tutti i paesi. Proprio a causa della difficoltà nel trattamento delle infezioni da HIV, la prevenzione è un obiettivo chiave per il controllo dell’AIDS.
E se non venisse curata?
Un’infezione da HIV non trattata attraversa tre fasi, la cui durata varia da persona a persona.


La prima fase nella quale l’infezione è in fase di latenza, in questo periodo il virus si replica molto velocemente e proprio per questo può essere trasmesso facilmente. In questo periodo si possono accusare sintomi simili a quelli di un raffreddore o di una leggera influenza, dunque difficilmente collegabili al virus. La seconda fase è quella all’interno della quale si verifica l’indebolimento del sistema immunitario che non è più in grado di difendere l’organismo dalle malattie. La terza fase si verifica quando il sistema immunitario è talmente debole da non riuscire a respingere malattie potenzialmente letali.
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Non bisogna però ritenersi al di fuori della cerchia delle persone a rischio, spesso infatti si tende a credere che le malattie sessualmente trasmissibili rappresentano un rischio lontano da noi. Proprio per questo, numerose associazioni come Anlaids scendono in campo per coinvolgere il maggior numero di persone tramite una campagna molto forte e diretta che recita “ti riguarda” per far comprendere a tutti, che nessuno è escluso.
Valeria Marino