Caserta, grande successo per la serata conclusiva del Vivo Fest

Ferruccio Spinetti e Tony Laudadio

Venerdì sera, nella splendida cornice del Ristorante “Il Cortile” in via Galilei a Caserta si è svolta la serata conclusiva del “Vivo Fest“, rassegna di giovani musicisti del nostro territorio il cui direttore artistico Gennaro Vitrone, coadiuvato dalla valida collaborazione di Tonia Cestari, ha fortemente voluto e attuato questo ambizioso progetto musicale.

I numeri  hanno dato loro ragione: la serata è stata seguita da un numerosissimo pubblico presente (circa centosettanta persone, ndr.) in una delle sale del ristorante, tanta emozione e molta partecipazione da parte di tutti i presenti.

La serata, intitolata “Tutto è preludio“, si è articolata in tre momenti musicali presentati da Dalia Coronato e Francesco Massarelli: la giovane cantante Sarah Adamo accompagnata, da Marcello Bux Massa al piano e Giovanni Gambardella al sax, la band musicale “Levia” composta dal vocalist Alfonso de Chiara, Domenico Andria al basso e Fabio Raiola alla chitarra e, dulcis in fundo, l’attore e scrittore Tony Laudadio, voce e sax, nonché voce recitante, accompagnato da Ferruccio Spinetti al contrabbasso.

Sarah Adamo, con già all’attivo alcuni CD, una voce calda e suadente, melodica ed evocativa, è una cantautrice emergente che spazia dallo “swing” (“Brìo“, “Sollievo primaverile“, “Soffice brezza“), a cover di colonne sonore di film e cartoni animati della Disney (“Spazzacamino“), come lei stessa ha raccontato dal palco al generoso ed attento pubblico. Un genere che sicuramente dai giovani non ci si aspetta, ma la bravura dei musicisti ed il gusto e la piacevolezza con cui hanno eseguito i brani ha convinto tutti.

I “Levia“, invece, si dedicano ad un genere “impegnato”, anche loro emergenti ma con tre CD usciti e proposti in tempi recenti, con grande riscontro di pubblico e di critica: temi ricorrenti sono il razzismo, la guerra, le ingiustizie sociali. Nei brani eseguiti con vari cambi strumentali (dalla chitarra acustica alla diamonica, dalla chitarra acustica al basso) si apprezza la denuncia forte e chiara dell’egoismo, dell’abbandono, della solitudine sociale e della sofferenza civile di fronte alle prepotenze. Ad esempio nel brano “La confessione di un soldato” si racconta la tristezza e l’impotenza di un militare, a guardia della costa dell’isola di Lampedusa, di fronte agli sbarchi ed ai rimpatri dei migranti, respinti dalla Guardia Costiera, nei confronti dei quali egli non può fare altro che obbedire agli ordini superiori.

Nei brani “L’elicottero e il silenzio“, “Cinque soldati“, “Troppo tempo” e “Amore mio” si sperimenta, attraverso giri armonici e modulazioni tonali, il sentimento profondo e triste della solitudine e della sofferenza, dell’assurdità delle guerre e delle inaccettabili conseguenze che essa porta, auspicando al superamento delle barriere sociali e delle spesso stupide ideologie che condizionano l’essere umano.

A tal proposito si è creato un momento di riflessione invitando sul palco Virginia Anna Crovella e Abraham Kouassi in rappresentanza del Centro Sociale “ex Canapificio” di Caserta, recentemente chiuso. I due giovani hanno invitato i presenti a sostenere la giusta causa della riapertura del Centro Sociale entro breve tempo, in quanto molti sono i cittadini sia stranieri che italiani che ne fanno parte, seguendo attività di integrazione e recupero.

Il “diamante” della serata è stato senza dubbio la partecipazione alla rassegna di Ferruccio Spinetti e Tony Laudadio, sui quali è superfluo citare il curriculum artistico. L’attore, musicista, cantante e recentemente scrittore Laudadio ha proposto la lettura recitata di alcuni gustosissimi versi del libro che poi ha dato il titolo all’evento, “Tutto è preludio“, accompagnato, duettando, da Spinetti col suo cantabilissimo contrabbasso: bisogna dire che con quattro corde di acciaio si può “colorare” qualsiasi brano!

Il poliedrico Tony Laudadio si è poi cimentato nell’esecuzione di brani al sax accompagnandosi alla voce, scoprendo così un’altra sua dote che non tutti conoscevano.

La chiosa, a sorpresa, è stata “Guarda che luna”, eseguita da tutti i musicisti che hanno partecipato alla performance.

Ci sentiamo di fare i nostri complimenti all’organizzazione per aver gestito egregiamente questa magnifica serata, riuscendo a contenere tante persone in uno spazio acustico così esiguo ed ottenendo un ottimo risultato!