Caserta, la lenta ed inesorabile agonia dei pini di Parco degli Aranci

Pini Parco degli Aranci
Parco degli Aranci, alcuni dei pini che verranno abbattuti

Ieri sera i Vigili del Fuoco sono intervenuti per transennare Viale dei Vecchi Pini, una delle strade di accesso a Parco degli Aranci. La misura si è resa necessaria per il pericolo di caduta rami dai pini presenti nella zona. La strada in questione era stata chiusa alla circolazione a scopo precauzionale. Stamattina, il viale è stato riaperto ma resta transennata l’area circostante gli alberi. Nelle prossime ore si dovrebbe intervenire con l’abbattimento di una decina di pini malati.

Come capita ogni volta che si decide l’abbattimento di un albero, le polemiche si sono fatte infuocate e imperversano le proteste. Lo scopo di questo articolo non è prendere posizione, anche perché non ne abbiamo le competenze.

Tuttavia, per fare luce sulla situazione abbiamo interpellato l’agronomo Nico Leardi, l’esperto che in più occasioni è stato incaricato dal Comune di Caserta in qualità di perito per valutare la reale condizione degli alberi del capoluogo.

Il dott. Leardi ci ha confermato che, purtroppo, per gli alberi in questione ed altri presenti in Parco degli Aranci, non c’è più nulla da fare perché sono stati attaccati da un parassita che ne ha pregiudicato irreparabilmente la vitalità. In parole povere, quei pini sono morti.

Il pino domestico (Pinus pinea) è un albero della famiglia delle Pinacee, diffuso nel bacino del Mediterraneo, può raggiungere un’altezza di oltre 20 metri ed è diffuso in terreni vulcanici planiziari e collinari profondi, ricchi e ben drenanti ed ha un tasso di crescita molto elevato. Questo albero non si adatta bene in zone troppo umide e con terreni argillosi e pesanti, dove l’apparato radicale non si adatta sufficientemente ed è più soggetto a cadute in seguito a venti forti.

Cocciniglia tartaruga
Cocciniglia tartaruga

Negli ultimi anni questi splendidi esemplari della flora mediterranea hanno un insidioso nemico, nel Sud Italia imperversa un micidiale parassita che si chiama Toumeyella parvicornis, nota anche come “cocciniglia tartaruga del pino”, segnalata in Italia per la prima volta nel 2015.

Queste cocciniglie espellono enormi quantità di melata, un liquido emesso come escremento, che può conferire al pino un aspetto lucido, in particolare sulla corteccia.

In seguito, delle spesse muffe fuligginose si sviluppano sulla melata facendo assumere alla corteccia e agli aghi un colore nero intenso, ricoprendo di fumaggine nera anche il terreno sottostante le piante colpite.

A causa di questo attacco si manifestano ingiallimenti e perdite degli aghi, a cui segue un declino generale della salute dell’albero, fino alla morte della pianta.