Caserta, la prima mostra dell’attrice Fatima Trotta in collaborazione con l’artista Gianni Moramarco

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Gianni Moramarco, Un Viaggio in fondo ai tuoi occhi. Vernissage 9 aprile ore 18:00, con la partecipazione straordinaria di Fatima Trotta che presenta La fabbrica di un sogno, opera realizzata a quattro mani con l’artista.

Nasce la prima mostra “La fabbrica di un sogno” di Fatima Trotta realizzata a quattro mani con l’artista torinese Gianni Moramarco. Un viaggio in fondo ai tuoi occhi contiene una grafica a tiratura limitata realizzata a quattro mani da Gianni Moramarco e Fatima Trotta stampata con tecnica serigrafica fine art giclée presso la stamperia Arti Grafiche della Torre per Edizioni Art Flux Arte Contemporanea in cento esemplari cosi numerati: da 1 / 100 a 100 / 100 in numeri arabi più alcune p.a. Ogni grafica firmata dagli autori riportata che rendono ogni esemplare un originale multiplo d’artista.

“Oggi apro il mio primissimo vernissage – confida l’attrice Fatima Trotta– al Saccone Art Gallery sabato 9 aprile alle ore 18 a Caserta e la mostra ci sarà fino al 30 aprile. “La fabbrica di un sogno” nasce dalla mia collaborazione con un grande artista torinese che ha avuto grande successo in tutta Italia e non solo, infatti ha riscosso ampi consensi anche in molte gallerie europee, sto parlando dell’artista Gianni Moramarco. Il nostro incontro risale a quando ero a Milano per motivi lavorativi, e per caso mi ritrovai in una galleria, innamorandomi a prima vista di una sua opera d’arte, così decisi di contattarlo privatamente e lui mi invito’ a Biella ad una sua mostra personale.”

AUTOMORRA

“Da quell incontro e’ nata la nostra conoscenza mettendolo anche al corrente del mio passato d’artista (mi sono laureata all’accademia delle belle arti con indirizzo scenografia). Da questo primo incontro abbiamo deciso di collaborare e di realizzare un lavoro a quattro mani. Dall’estate scorsa ad oggi abbiamo iniziato a lavorare a quest’idea “La fabbrica di un sogno” prendendo spunto, in realtà, dal musical che ho portato in scena insieme a Sal Da Vinci “la fabbrica dei sogni” e dal personaggio che interpretavo nel musical: la dottoressa Paura che era molto simile a una delle protagoniste di Gianni Monamarco nelle sue opere cioè Harley Quinn che rappresentano dei personaggi “particolari” dalla doppia personalità con un viso angelico ma donne di grande carattere, che alla fine entrambe i personaggi mi assomigliano, mi rappresentano e così partendo da quest’idea abbiamo sviluppato questo lavoro a quattro mani realizzando delle seriegrafie autografate da me e da Gianni. Mi auguro naturalmente che piacciano al pubblico.”

“Il mio obiettivo, dopo questa mostra a Caserta, e quello di organizzare un mega evento a Napoli. Ora abbiamo iniziato un po’ in sordina facendo questa sorta di esperimento a Caserta però il mio obbiettivo primario , come ti dicevo prima è quello di fare un mega evento, una grandissima mostra a Napoli per cui io e Marco, dobbiamo lavorare sodo, per realizzare altre opere. Mi auguro che al pubblico piaccia questa primissima mostra, anche se sono certa che sapranno apprezzarla anche perché Gianni è super innovativo nel suo campo e ha una grande profondità interiore che riesce a trasportarla anche nei suoi quadri . Vi aspetto alla mostra con grande affetto”.

Fatima Trotta è nata a Napoli il 2 luglio 1986. Fin da piccola ha una forte passione per le arti in generale, tant’è che dopo il diploma, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove ottiene una laurea in Scenografia, specializzandosi nel settore teatrale. Comincia a lavorare nel mondo dello spettacolo. Il suo
esordio in TV risale al 2005.

Gianni Moramarco nato a Torino, è un creativo a tutto tondo, la cui biografia artistica si sviluppa nell’arco di tre lustri con un percorso eclettico e costante, ricco di successi creativi che vanno dall’architettura d’interni al fashion design ed alle arti visive. ln anni recenti Moramarco ha sviluppato con successo il versante espositivo con presenza in numerose gallerie europee e manifestazioni artistiche d’alto livello. Di recente è da registrare la sua presenza alla 7a Biennale Internazionale d’Arte di Ferrara 2014. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private. L’ispirazione di Gianni Moramarco sembra avere una vena “pop” che si tiene ben lontana da aridità concettuali. Talvolta surreale, talvolta molto concreto, i suoi quadri sono popolati da riferimenti chiari alla sua città d’origine i cui luoghi simbolici giocano con torri infuocate e forme addolcite ma deformate di valchirie spiate feticisticamente. Moramarco si muove all’interno di un meccanismo pittorico fatto di ironia, candore, artigianalità annullando le regole e i limiti della cornice dell’opera, invadendo i confini del quadro, come spinto da un impulso irrefrenabile a fugare la realtà reinterpretandola con il canone del suo linguaggio artistico.

Le sue creazioni sono espressione dell’esuberanza dell’artista che agisce proiettando le proprie idiosincrasie sulla città, scomponendola nei suoi componenti basici per farla riemergere filtrata e adulterata da imprevedibili geometrie. Il “nuovo mondo” di Moramarco, si impone attraverso il colore che tiene separati ma al tempo stesso uniforma i pezzi del suo puzzle; Siamo trasportati in un arcipelago di isole inconciliabili con cui viene descritta una realtà frammentata, incerta, in crisi, i tagli sono come le crepe che dividono le zolle di un terreno arido cui solo l’intervento straniante del colore può ridare vita. ln tempi più recenti i soggetti delle opere di Gianni Moramarco si spostano su temi onirico kabbalistici, giocando con i numeri e le pieghe delle sue scomposizioni pittoriche. Questa nuova serie di quadri segna un ulteriore passo verso una rappresentazione astratta e simbolica delle cose in cui le nuove geografie astrali segnano traiettorie immaginarie ed eteree che interferiscono con il reticolo casuale dei tagli come fossero appoggiate su un foglio stropicciato. Assistiamo ad una inversione di ruoli tra i tagli e il soggetto che se prima potevano apparire come uno stratagemma per operare una fuga dal concreto presente ora lo ipostatizzano attraverso la materialità dell’opera è l’impronta artigianale dell’artista.

Saccone Art Gallery 
Piazza Matteotti 24 Caserta
9 / 30 aprile 2022