Caserta, la “Piazza delle donne” per ricordare la storia e il significato dell’otto marzo

Piazza delle donne

La Giornata internazionale dei diritti della donna, istituita in Italia dal 1946, ricorda le “conquiste rosa,” ossia i traguardi femminili raggiunti in campo sociale, economico e politico, ma anche i soprusi, le violenze, le discriminazioni di cui le donne sono state e, purtroppo, continuano ad essere oggetto.

Caserta, come ogni anno, l’8 marzo rende onore alle donne con un’ iniziativa particolarmente significativa, nata dalla collaborazione dell’Associazione Toponomastica femminile con il Comune di Caserta.

In Piazza Vanvitelli saranno allestiti 30 cartelli toponomastici dove sono indicati i nomi delle donne che hanno fatto la storia del nostro Paese e del mondo intero. Una galleria di figure femminili che hanno combattuto affinché alle donne fossero riconosciute le prerogative sociali, politiche e civili che spettano all’ essere umano in quanto tale.

Il diritto di voto, il diritto all’istruzione, alla parità di trattamento tra uomo e donna in ambito lavorativo e non solo, il diritto a decidere della propria vita affettiva con la legge sul divorzio, il riconoscimento del matrimonio forzato come forma di schiavitù sono  i traguardi più significativi  che hanno segnato il faticoso processo di emancipazione femminile.

Piazza Vanvitelli, trasformata per un giorno nella “Piazza delle donne,” renderà omaggio alla cultura femminile con letture estrapolate dalle biografie delle “grandi donne”che si sono distinte in ambito sociale, culturale scientifico. Giovanna D’Arco, Frida Kahlo, Madre Teresa, Margaret Thatcher, Lady D, per il suo impegno umanitario e civile, Malala Yousafzai, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack sono i modelli femminili a cui le giovani generazioni possono continuare ad ispirarsi.

Rita Levi Montalcini, unica italiana ad aver vinto un Premio Nobel scientifico, a proposito della condizione femminile, ha pronunciato parole di grande attualità: “Le donne, colonna vertebrale delle società, hanno sempre dovuto lottare doppiamente, portando due pesi, quello privato e quello sociale,” ed è una lotta  a cui non si arrenderemo mai.