Caserta è la quarta provincia italiana per morti sul lavoro. Dati in aumento alla Giornata Mondiale sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

Caserta occupa il quarto posto nella classifica delle province italiane per incidenza degli infortuni in occasione di lavoro con esito mortale ogni mille denunce, e il trentaseiesimo in quella relativa all’incidenza dei tumori sul totale delle malattie professionali denunciate nel 2018.

A dirlo è l’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro che, in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro che si celebra domani, ha deciso di analizzare gli open data INAIL più recenti in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali relativi ai suoi assicurati.

In particolare si è scelto di scendere nel dettaglio della provincia italiana, in modo da avere un utile approfondimento sulle differenze territoriali. Dati che, a livello nazionale, rivelano che gli incidenti sul lavoro nel periodo preso in considerazione (2018) sono aumentati rispetto al periodo precedente dello 0,9% a fronte di un aumento degli occupati tale da rendere l’incidenza degli infortuni pari a quella del 2017.

L’aumento è dovuto principalmente all’incremento degli incidenti negli spostamenti casa-lavoro (+2,8% rispetto al 2017) e in particolar modo quando si utilizzano mezzi di trasporto (+5,4%).

Analizzando le caratteristiche anagrafiche dei lavoratori coinvolti in incidenti in occasione di lavoro, si nota un forte aumento degli incidenti sul lavoro che coinvolgono i cittadini di origine straniera (+6,7% rispetto al 2017) e i giovani (+5%).

A livello provinciale, sono due gli aspetti che hanno interessato maggiormente la presente analisi:

  1. nel biennio 2017-2018 il Sud (spicca la provincia di Crotone) è in testa per l’incidenza degli infortuni in occasione di lavoro con esito mortale, probabilmente per la scarsa attenzione alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e per la maggiore concentrazione delle occasioni di lavoro nei settori a rischio (agricoltura e costruzioni);
  2. nel 2018 si distinguono in negativo 9 province per l’incidenza dei tumori sul totale delle malattie professionali, nel 70% dei casi provocati dall’amianto. Di queste, 7 si trovano nel Nord Italia (in testa fra esse Gorizia, seguita da Torino, Novara e Milano).

È tuttavia interessante notare che, invece, la medaglia nera per il numero assoluto di tumori determinati da malattie professionali spetti a Taranto, seguita da Torino, Napoli, Milano, Genova e Venezia.

Analizzando nel dettaglio i settori correlati alle cause tumorali in tali province, si rileva che il 71% dei lavoratori del settore metalmeccanico sono più esposti al rischio di contrarre un tumore durante l’attività lavorativa.

A Taranto, ad esempio, il 70% dei tumori denunciati è correlato al settore metalmeccanico, quota che supera l’80% per le province di Genova (83%), Venezia (87%), Brescia (85%) e Gorizia (93%).

Fra le prime 10 province analizzate, l’incidenza dei tumori, contratti dai lavoratori del macro settore chimico, petrolchimico e lavorazioni di gomma e plastica, supera il 20% nelle province di Torino (24%) e Milano (22%).