Caserta, la signora Rosa Idini festeggia i suoi primi 100 anni

San Nicola la Strada (Caserta) – Oramai è risaputo che la Sardegna è la Regione più longeva al mondo, con circa 500 persone che hanno superato i 100 anni di vita. Dati questi a dir poco sorprendenti, che hanno spinto numerosi ricercatori di fama mondiale a recarsi sull’isola italiana e condurre importanti studi legati al segreto della longevità.

Quindi non deve stupire che oggi un’arzilla signora sarda, ma casertana di adozione, ha raggiunto il fatidico ed invidiabile traguardo di un secolo di vita. Stiamo parlando di Rosa Idini, originaria di Sassari, sulla cui carta di identità viene riportata la data di nascita 26 gennaio 1919.

La signora Rosa, che da circa un anno risiede presso la Casa Albergo per Anziani “Villa Emilia” di San Nicola la Strada, ha festeggiato i suoi primi 100 anni con una grande festa organizzata in suo onore. Alla simpatica cerimonia, oltre ai parenti e agli amici più cari, era presente anche il Sindaco Vito Marotta, che ha consegnato alla signora Rosa una targa commemorativa a nome dell’Amministrazione Comunale di San Nicola la Strada. Tanti auguri alla signora Rosa anche da parte della redazione di CasertaWeb.

La signora Rosa con la figlia Graziella (la terza da sinistra) ed alcune amiche

Secondo l’ex direttore della cattedra di Biochimica clinica e oggi docente nella facoltà di Medicina dell’Università di Sassari, Luca Deiana, la longevità dei sardi è frutto di fattori genetici e microclima ma anche a una dieta di lunga vita fatta di tipicità alimentari locali, dove spicca un uso del vino pari a quasi il doppio della media italiana. “Il primato mondiale sardo di uomini e donne ‘over 100 anni’ è certamente determinato da fattori genetici e dal microclima, ma anche da vino, frutta, formaggi e altre tipicità alimentari esclusivamente sarde. Le molte risposte che stanno arrivando dal nostro progetto provano che un capitolo importante della lunga vita è l’alimentazione. Alcuni studi specifici riguardano ad esempio il vino sardo, che, stando ai primi risultati ottenuti, conterrebbe una maggiore quantità di sostanze anti-ossidanti, ma anche la frutta autoctona, che presenta valori tre volte superiori di flavonoidi e polifenoli. I formaggi poi, secondo la ricerca in corso, presentano bacilli con alta resistenza al pH e con evidente attività probiotica”.