Caserta, l’energia della Feelix Jazz Orchestra scalda l’uggioso sabato sera

Ieri sera la Feelix Jazz Orchestra diretta dal maestro Pietro Condorelli, si è esibita nel Museo d’Arte Contemporanea del Complesso Culturale Sant’Agostino di Caserta, proponendo il concerto “Jazz tra genialità e sogno, 19 artisti in una nota“.

L’Assessora Tiziana Petrillo, introducendo la serata, ha dichiarato: ”Benvenuti in questo luogo che è nel cuore di tutti i casertani per la sua storia e la sua importanza. Di solito sono molto emozionata quando inauguro una mostra o un evento ma stasera lo sono in particolar modo perché il concerto a cui assisteremo è il risultato della sinergia e la collaborazione delle varie figure che si sono impegnate in questo progetto.

Stasera vivremo delle forti emozioni – ha aggiunto la Petrillo – grazie al maestro Pietro Condorelli e ai musicisti che compongono la Feelix Jazz Orchestra: una grande eccellenza di Caserta e della Campania, una delle poche orchestre jazz del territorio nazionale. Sono fermamente convinta che dobbiamo andare avanti in questa direzione con grande passione e dedizione, perché abbiamo un grande patrimonio e dobbiamo lavorare in rete. La rete stasera ha funzionato anche grazie a voi, con la forza che le date con il vostro calore e il vostro entusiasmo.”

La Feelix Jazz Orchestra rappresenta un’eccellenza nel panorama artistico campano. Partiture scritte e corrette proprio dal maestro Pietro Condorelli, annoverato come uno dei migliori chitarristi jazz italiani. Il gruppo di musicisti, giorno dopo giorno, ha messo insieme un vasto repertorio musicale, incontrandosi con continuità nella sala del club DayTwenty9 di Caserta, adibita anche a sala prove.

Ieri sera, in un clima di sfida entusiastica e coinvolgente e in un perfetto equilibrio di suoni e vibrazioni, hanno proposto un repertorio di brani completamente rinnovati. Il concerto è stato dedicato ai musicisti di jazz che, oltre ad essere eccellenti improvvisatori, capaci di coinvolgere il pubblico nelle loro performance improvvisative, hanno lasciato traccia della propria musicalità, componendo temi: i cosiddetti “jazz originals”.

Il programma ha spaziato da brani jazzistici ri-arrangiati dallo stesso Maestro a brani di sua composizione come “Ask me why”, ripercorrendo l’utilizzo dello stile sincopato in un telefilm serie TV di molti anni fa, per arrivare al jazz più moderno con “Dolphin Dance” di Herbie Hancock, chiudendo con un brano del più grande bassista di tutti i tempi, Thad Jones, sul quale tutti i musicisti hanno eseguito il proprio “assolo”.

L’indiscutibile bravura ed esperienza del Direttore di questo “fiore all’occhiello” della Campania (e non solo) lo ha portato in questi anni ad eseguire concerti in molti eventi e siti degni di rilievo, riscuotendo sempre notevoli consensi.

La direzione del maestro Pietro Condorelli è sempre molto efficace, misurata ma espressiva: “suggerisce” ad ogni componente il carattere da dare al proprio “assolo”, come ieri sera, quando si è letta l’incitazione “energia, più energia!” , mimata ad un musicista che stava “entrando” sul “tappeto sonoro” del gruppo.

Sappiamo bene che il jazz è improvvisazione, ma ogni strumento deve avere il suo giusto spazio e la sua giusta sonorità; anche nei confronti del contrabbassista il maestro è stato incisivo, invitandolo (col gesto del silenzio) a ridurre il volume del giro bassistico per dare invece più rilievo al solista che era appena “entrato”. Piccole “curiosità musicali”, queste, che fanno capire quanto la gestualità di un Direttore possa influire sulla dinamica, sulla ritmica e sulla melodia dei brani, qualsiasi essi siano.

Nel jazz, in particolar modo, è fondamentale l’inizio e l’ingresso di ogni strumento, quando non sono all’unisono (come accade spesso con i sax e con le trombe), preceduti da alcune battute a vuoto con cui si anticipa la cadenza ritmica e lo stile del brano: il sincopato è infatti il “leitmotiv” del genere jazz, valorizzato dalla batteria e dal contrabbasso nelle forme più trascinanti e a volte “rocambolesche” nell’esecuzione di passaggi virtuosistici, i quali quasi sempre sono portati all’improvvisazione infinita, crescendo sempre più,
per poi chiudere con un deciso e secco “stacco”, oppure sfumando le sonorità e finendo gradualmente nel “piano”.

Il pubblico, accorso numeroso, ha riempito la sala (insufficiente a contenere altri spettatori rimasti in piedi) ed ha partecipato all’accompagnamento col battito delle mani di alcuni brani, apprezzando moltissimo anche l’esecuzione di “Corcovado“, famosissimo brano di bossa-nova, realizzando poi un’ovazione finale dopo l’ultimo brano.

La Feelix Jazz Orchestra

Sax: Andrea Ventriglia,  Maurizio Conte, Giuseppe Giroffi, Gianni D Argenzio, Emilio Merola
Gianni Taglialatela
Trombe: Carmine Pascarella, Flavio Dapiran, Nicola Di Donna, Almerigo Pota, Benny Brignola
Tromboni: Giuseppe Casanova, Pietro Natale, Enzo Vuolo, Mauro Camigliano
Piano: Antonio Perna
Contrabbasso: Valerio Mola
Batteria: Giampiero Franco
Direzione: Pietro Condorelli

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