“Natale in casa Cupiello”, il film di Edoardo De Angelis, il 22 dicembre in onda su Rai 1 (guarda il trailer)

Caserta, “Natale in casa Cupiello” di Edoardo De Angelis il 22 dicembre su Rai 1

In occasione del 120° anniversario della nascita di Eduardo De Filippo, Il 22 dicembre andrà in onda in prima serata su Rai 1 la trasposizione filmica di “Natale in casa Cupiello”, diretto da Edoardo De Angelis.

Quest’anno, a causa delle restrizioni per il Coronavirus, non sarà un Natale semplice. Non sarà felice e armonioso come gli anni passati e molte persone non potranno neppure trascorrerlo con i propri cari. Nell’attesa di un futuro che ci permetta di tornare alla vita di prima, Natale in casa Cupiello ci auguriamo sia una sorta di spartiacque tra la vita prima del Covid e quella dopo. Il film è stato prodotto da Roberto Sessa per Picomedia, in collaborazione con Rai Fiction, e riporta in vita l’omonima opera teatrale del grande Eduardo De Filippo, che realizzò nel secolo scorso due trasposizioni per la televisione, entrambe amatissime dalla gente: quella del 1962 con lo stesso Eduardo, Nina De Padova e Pietro De Vico, e quella del 1977 con, oltre al grande regista e attore, Luca De Filippo, Pupella Maggio, Gino Maringola, Lina Sastri.

Nel cast sono presenti Sergio Castellitto, che interpreta Luca Cupiello, Marina Confalone (Concetta, la moglie di Luca), Adriano Pantaleo (il figlio Tommasino), Tony Laudadio (lo zio Pasquale) e Pina Turco, che  veste i panni di Ninuccia Cupiello. Presenti anche Antonio Milo, Alessio Lapice e Massimiliano Rossi. La colonna sonora è stata realizzata da Enzo Avitabile.

Molti di loro hanno già lavorato artisticamente con De Angelis: ricordiamo Pina Turco, protagonista de Il Vizio della Speranza (2018), assieme a Massimiliano Rossi (Pengue), che interpreta anche il “triste e cupo” papà di Daisy e Viola, le gemelle siamesi di Indivisibili (2016), e a Marina Confalone, che vinse il David di Donatello come miglior attrice non protagonista per la parte di Zi’ Marì. A questi si aggiunge Tony Laudadio, presente nei primi tre film del regista, Mozzarella Stories (in cui vi è anche Rossi), Perez. e lo stesso Indivisibili. Senza dimenticare Enzo Avitabile, che ha aveva già realizzato la colonna sonora di Indivisibili e de Il vizio della speranza.

La trama

Nella Napoli del 1950, il giorno di Natale sta arrivando, e, come ogni anno, Luca Cupiello è intento a preparare il suo amato presepe, una delle cose che lo rende più felice in assoluto, poiché in questo modo ogni cosa ha il suo spazio definito e la sua precisa ragione, in una sorta di mondo utopico lontano dalla realtà in cui è immerso. Tuttavia, nessuno sembra interessato a collaborare, chi per un motivo chi per un altro. Né il figlio Tommasino, nonostante numerosi tentativi di convincerlo, né sua moglie Concetta, impegnata ad occuparsi della figlia Ninuccia, la quale ha deciso di lasciare il marito Nicolino per Vittorio, l’uomo che ha sempre amato, scrivendogli una lettera per annunciarglielo.

In qualche modo, Concetta riesce a evitare momentaneamente ciò che sarebbe un disastro per tutta la famiglia, ma Luca, ignaro di tutto, consegna l’epistola al genero. Nicolino scopre quindi il tradimento da parte della moglie, provocando così, durante la viglia di Natale, un’animata discussione con Vittorio. La situazione sembra compromessa, ma, in soccorso di Luca, che sta morendo, arriva nuovamente il suo presepe.

Il paragone con l’originale

Molti critici cinematografici hanno omaggiato il lavoro di De Angelis, mentre altri non hanno perso tempo a fare paragoni con l’opera originale, generando numerose critiche negative o reazioni scettiche in merito al “remake” dell’inarrivabile Eduardo. Il regista si è dunque difeso con un post pubblicato sul suo profilo ufficiale Facebook:

“Noto con curiosità che in attesa della messa in onda su Rai1 del film Natale in casa Cupiello si è sviluppata una discreta polemica. Ci si chiede soprattutto se sarà all’altezza dell’originale. In molti se lo chiedono, come l’arguto commentatore #cirosaittello o l’attento giornalista Ciro Pellegrino. Mi sembra giusto, anche io me lo sono chiesto ma poi mi sono accorto che si tratta di una domanda fuorviante. Facciamo un po’ di chiarezza:

  1. L’opera teatrale di Eduardo messa in scena ed interpretata dallo stesso autore è un capolavoro assoluto e intoccabile.
  2. Riguardo alla forma filmica, non esiste un originale a cui fare riferimento perché un film tratto da ‘Natale in casa Cupiello’ non era mai stato realizzato.
  3. Paragonare una messinscena teatrale ad un film ha poco senso perché anche se il testo di partenza è lo stesso i due linguaggi sono diversi.
  4. Ho da sempre amato la commedia e in quest’anno così doloroso ho pensato che realizzarne un film per la TV di Stato potesse rappresentare un gesto di fratellanza.
  5. Ho coinvolto nel progetto una compagine di attori napoletani che stimo profondamente: Marina Confalone, Pina Turco, Adriano Pantaleo, Alessio Lapice, TonyLaudadio, Antonio Milo , Andrea Renzi Massimiliano Rossi, Carmen Pommella, Marco Mario de Notaris, Margherita Romeo, Anna Bocchino, Clara Bocchino.
  6. Ho deciso di affidare il ruolo di Luca Cupiello a Sergio Castellitto che considero tra gli attori migliori al mondo. Volevo che questo personaggio scolpito nello spazio e nel tempo vivesse in un corpo, una voce, uno sguardo nuovo. Non è napoletano. Appunto.
  7. Ho voluto che le parole meravigliose di Eduardo si intrecciassero alle note di Enzo Avitabile.
  8. A chi come Tommasino afferma preventivamente ‘nun m’ piace’ posso rispondere solo come Luca Cupiello: ‘ma come si fa a dire NO se non è ancora finito!?’

Per il resto, quando lo vedrete, a qualcuno piacerà e a qualcuno no ma è quasi Natale su, non vi appiccicate.”

Inoltre, ha dichiarato recentemente in un’intervista a la Repubblica: “Abbiamo deciso di adattarlo nel 1950. Un anno emblematicamente sospeso tra la guerra e il benessere. Napoli è ancora ferita dalle bombe, nel dopoguerra s’intravedono i primi barlumi della nascita del ceto medio. Un anno sospeso tra distruzione e ricostruzione, che mi sembra assomigli molto al 2020. Eduardo mi appartiene come appartiene a tutta l’umanità, ha rappresentato il mondo così come oggi lo conosciamo, ha modificato il mio sguardo attraverso la definizione dei rapporti familiari, che si può applicare a tutto quello che è disgregato”.

Edoardo De Angelis

Nato a Napoli, dov’è a tutt’oggi residente, cresce tra Portici e Caserta. Dopo essere stato giocatore di pallanuoto, a 19 anni scopre il cinema e realizza i suoi primi cortometraggi tra le cave abbandonate e le campagne del capoluogo casertano. Nel 2006 si diploma in regia presso il Centro sperimentale di cinematografia. Suo saggio di diploma è il cortometraggio Mistero e passione di Gino Pacino, storia di un uomo che sogna di fare l’amore con Santa Lucia e perde la vista per il senso di colpa. Questo cortometraggio gli procura il premio della critica presso il 1° Küstendorf Film and Music Festival dove incontra Emir Kusturica e Paula Vaccaro, che lo aiuteranno a realizzare il suo primo lungometraggio nel 2011, Mozzarella Stories.

Il regista serbo Emir Kusturica in un’intervista concessa a Il Venerdì di Repubblica ha definito Edoardo De Angelis un “talento visionario”. Nel 2014, con la società fondata assieme a Pierpaolo Verga, la O’ Groove, scrive, dirige e produce il suo secondo lungometraggio, Perez., presentato in selezione ufficiale fuori concorso alla 71ª Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2016 firma l’episodio Magnifico Shock del film in tre episodi Vieni a vivere a Napoli, presentato in anteprima al Bifest.

Nello stesso anno firma la regia e la sceneggiatura di Indivisibili, presentato alle Giornate degli autori della Mostra del cinema di Venezia, vincendo il Premio Pasinetti come miglior film e una menzione speciale alle gemelle esordienti Angela Fontana e Marianna Fontana. Il film vince inoltre 6 David di Donatello e 5 Nastri d’argento, oltre al Premio Guglielmo Biraghi per Angela e Marianna Fontana e 8 Ciak d’oro.

Nel 2018 realizza Il vizio della speranza, che vince il premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma, oltre al premio per miglior regista e miglior attrice protagonista al Tokyo International Film Festival, 1 David di Donatello, 3 Ciak d’oro e 3 Nastri d’argento. Dello stesso anno anche il libro dal titolo omonimo, Il vizio della speranza. Quest’anno ha diretto una Tosca per il Teatro di San Carlo di Napoli con scenografie di Mimmo Paladino. È sposato con l’attrice e sceneggiatrice Pina Turco, da cui ha avuto un figlio, Giorgio.