Caserta, parte la sperimentazione della pistola taser: per l’Onu è uno strumento di tortura

Ci sarà anche Caserta tra le sei città italiane in cui nei prossimi giorni sarà avviata la sperimentazione del taser, un’arma non letale che sarà data in dotazione a polizia e carabinieri e che utilizza l’elettricità (una scarica ad alta tensione e bassa intensità) per immobilizzare la vittima e rendere quindi innocui i soggetti potenzialmente pericolosi.

Le altre città campione scelte per utilizzare inizialmente l’arma sono Brindisi, Milano, Catania, Padova e Reggio Emilia, mentre in un secondo momento la pistola sarà utilizzabile su tutto il territorio nazionale. La novità è stata introdotta il 20 marzo, quando è partita la circolare sottoscritta dal capo della direzione anticrimine Vittorio Rizzi.

La pistola Taser, cos’è e come funziona

Taser in realtà non è propriamente il nome dell’arma ma quello dell’azienda più famosa che produce questo tipo di pistole ad elettroshock negli Stati Uniti. Non mancheranno di certo le polemiche sull’introduzione di quest’arma, che nel 2007 è stata dichiarata dall’Onu strumento di tortura. Secondo Amnesty International infatti centinaia di morti, in particolare negli Usa, sarebbero state provocate proprio dal taser, capace di causare problemi cardiaci e respiratori in particolare ai soggetti in stato di alterazione o con problemi di salute preesistenti.

La pistola, che non è considerata arma da fuoco, tornerà utile alle forze dell’ordine, che in questo modo potranno evitare numerosi casi di scontro “corpo a corpo” immobilizzando la vittima. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera poliziotti e carabinieri avranno in dotazione il modello X2, un’arma “con scarica elettrica ad intensità regolare con durata controllata di 5 secondi; sistema di mira con doppio puntatore laser, uno per ogni dardo; possibilità di colpire il bersaglio fino a 7 metri di distanza; colpo di riserva, quindi se si dovesse mancare il bersaglio sarà possibile sparare nuovamente senza dover per forza caricare il taser manualmente”.

Le forze dell’ordine dovranno essere appositamente istruite per utilizzare l’arma e poi lo strumento verrà dato loro in dotazione, anche se non è chiaro al momento quanti taser saranno assegnati ad ogni città. Sulla divisa di ogni operatore sarà installata una telecamera che si attiverà nel momento in cui viene tolta la sicura all’arma: in questo modo tramite le immagini sarà possibile controllare il corretto utilizzo della pistola ad elettroshock ed evitare possibili abusi.