Caserta piange, non ce l’ha fatta Domenico Di Giacomo ferito nell’esplosione di Capodanno

Non sono bastate le preghiere di un’intera città, Domenico Di Giacomo, il ragazzo di 25 anni coinvolto nell’esplosione di quella che è stata definita la bomba di Capodanno a Tuoro di Caserta, è deceduto questa notte in ospedale.

Era stato trasferito al reparto grandi Ustionati del Cardarelli di Napoli, troppo gravi erano le sue condizioni, rispetto ai due fratelli di 16 e 21 anni anch’essi rimasti feriti.

Secondo le forze dell’ordine i ragazzi avevano costruito praticamente un ordigno rudimentale mettendo insieme una serie di bombe cosiddette “cipolle” per ottenere un effetto esplosivo maggiore, ma sono tutt’ora in corso le indagini per capire effettivamente quale sia stata la reale dinamica della tragedia.

Negli ultimi giorni, dopo il trasferimento del giovane dall’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta a Napoli, era anche spuntato un video che riprendeva il momento prima della deflagrazione, video che è stato immediatamente assunto agli atti dagli inquirenti e dal quale con molta probabilità si riuscirà ad evincere alcuni dettagli importanti alla comprensione dei fatti.

Intanto la città è ammutolita, Domenico era un ragazzo molto amato, anche nell’ambiente lavorativo, aveva saputo costruire attraverso il suo carattere estroverso e generoso una rete d’affetto molto solida.

La sua pagina Facebook è già inondata da messaggi d’amore e di cordoglio, tutti increduli per quanto accaduto, uno su tutti il messaggio disperato  dell’amico Luigi Sacco: “Mi hai spezzato il fiato, mi hai spezzato il cuore… Non esistono parole non esistono frasi per descrive che ragazzo eri, ci dicevamo tutto ci confidavamo in tutto. In un prato enorme tra i fiori più belli dio ha scelto te. Insegna come si tagliano i capelli anche in paradiso. Ciao mio grande amico. Sei inciso nel mio cuore“.

Senza lacrime anche Veronica Bokambanza, madre di Pietro Cremonese, il giovane pugile casertano morto per overdose due anni fa, e ormai nota a Caserta per essere alla testa di un movimento di mamme e di donne che combattono per ispirare i giovani, soprattutto quelli cresciuti in quartieri più disagiati. Aveva lanciato una cordata di preghiera per Domenico: “Una mamma non dovrebbe piangere mai il proprio figlio – ha commentato affranta – ora c’è bisogno di silenzio e sostegno a questa famiglia, non è più il tempo delle polemiche“.

Ciao Domenico.