Caserta, prendo la Variante Anas così arrivo prima… o forse no!?

Come spesso accade in questo nostro Belpaese, e più in particolare al Meridione, i paradossi sono la regola. Lo dimostrano le vicende che da alcuni anni vedono come protagonista la bretella d’asfalto che da Maddaloni conduce a Santa Maria Capua Vetere, passando per Caserta, conosciuta col nome di Variante Anas.

Quando venne inaugurata, dopo anni di ritardo, molti intravidero in questa opera la panacea a tutti i mali di traffico di Caserta e dintorni. Ben presto, purtroppo, ci si rese conto che la struttura viaria era nata già vecchia, poiché fra la sua ideazione e la successiva realizzazione erano trascorsi molti anni; pertanto mal si adattava al sempre più crescente traffico cittadino. Del resto, una strada ad una sola corsia per senso di marcia non può neppure fregiarsi del titolo di “superstrada”, come la chiamano impropriamente i casertani.

Questa inadeguatezza è andata accentuandosi nel corso degli anni. Lo dimostrano i vari incidenti, in verità troppi, che si sono verificati negli ultimi mesi. Purtroppo, alcuni dei quali anche mortali, quasi a voler rendere omaggio ai quattro cimiteri che questa strada costeggia: Caserta, Casagiove, San Prisco e Santa Maria Capua Vetere.

Una menzione speciale merita la galleria della Reggia, l’infernale tunnel di 1800 metri che attraversa il Parco Reale e che collega la zona di via Cappucini di Caserta alla frazione San Leucio. In alcune ore della giornata questo sottopasso viario diventa un autentico girone infernale. Spesso i sistemi di areazione non funzionano bene e quindi attraversarla significa farsi un aerosol concentrato di smog, lo sanno bene i motociclisti.

Il limite di velocità posto a 60 orari, induce i più frettolosi a pigiare il piede sull’acceleratore, contribuendo a rendere questa galleria una vera trappola mortale. Di contro, c’è sempre l’eccessivo prudente che guida a 40 orari per viaggiare più sicuro, peggiorando di fatto la situazione.

Ieri pomeriggio questa galleria è stata teatro dell’ennesimo incidente, fortunatamente senza conseguenze:  ad un tir in transito sono esplosi un paio di pneumatici, evidentemente per l’eccessivo calore. La carreggiata del tunnel è stata quindi invasa per un paio d’ore dai residui di gomma, rendendone pericoloso il transito. I geni dell’Anas, invece di chiuderne la circolazione, hanno pensato bene di raccogliere i detriti durante la circolazione delle auto. Inutile descrivere il disagio subito da chi ha avuto la sventura di imbattersi in quel momento in quel tratto di strada.

Quando si fa una denuncia, è buona norma proporre delle soluzioni. Purtroppo ci duole ammettere che, al momento, non ne abbiamo. Tuttavia, è anche vero che non spetta a noi trovarne: c’è gente che viene pagata dai noi contribuenti per farlo.