Caserta, presentato “Storie di famiglia”, il libro di Raffaele Mazzitelli

A Caserta, mercoledì scorso, presso la Sala della Biblioteca del Seminario Diocesano in Piazza Duomo, si è svolta in serata la prima presentazione del libro Storie di famiglia di Raffaele Mazzitelli; decano degli agronomi della Campania e noto a Caserta per l’impegno di una vita profuso nel settore dell’imprenditoria green, nell’insegnamento scolastico, nello sport e nel sociale.

Questo libro nasce grazie all’insistenza e alla collaborazione della figlia Claudia Mazzitelli, artista e docente, che lo ha spronato a raccogliere, selezionare e ricostruire insieme ricordi, racconti, fotografie, memorie di vita quotidiana, accadimenti importanti che hanno segnato un’epoca sia nel loro spaccato familiare, sia in quello socio-culturale e sia in quello storico-politico di una parte di quella “casertanità” di cui essere certamente orgogliosi.

Ad introdurre la presentazione, ringraziando il Vescovo per aver messo a disposizione la Sala, è stata la signora Elisabetta Luise, presidente dell’Associazione Auser di Caserta.

Presenti nel folto pubblico che ha riempito lo spazio della Biblioteca, molti amici e parenti giunti anche da altre città. Oltre che una presentazione di un evento rilevante ha avuto gli accenti di una grande festa.

Claudia Mazzitelli

Insieme all’autore erano presenti come relatori: Il professor Angelo Calabrese, giornalista, critico e storico dell’arte, Michele De Simone, Delegato Provinciale Coni, Francesco Tontoli, vicepresidente dell’Associazione Provinciale della Stampa e Michele Casella, attore e scrittore.

Era presente anche il vicesindaco Franco de Michele, che ha espresso il suo assenso per quest’importante iniziativa, esprimendo entusiastica approvazione per il significato profondo che deriva dal senso di appartenenza e dal clima di condivisione alla parte migliore della storia della città di Caserta sia per chi l’ha conosciuta e vissuta, sia per chi la apprende per la prima volta grazie al trasferimento della memoria. Quella memoria fulgida di Raffaele Mazzitelli, insieme al  suo entusiasmo per la vita, l’impegno per il suo mestiere, l’amore per la sua famiglia, sono diventate delle carte vincenti che hanno dipanato il suo tempo in qualità e in densità, come solo un uomo che prende sul serio la vita può permettersi di fare pur giocando e divertendosi con ironia ed autoironia, forte delle sue responsabilità e sicuro nelle sue competenze.

Franco De Michele

L’Associazione Auser ha promosso l’obiettivo di diffondere ricordi, memorie ed esperienze vissute per divulgarle tra i giovani: uno scambio intergenerazionale per trasmettere valori e conoscenze. L’Auser è un’associazione nazionale che opera a Caserta da quindici anni e si occupa di invecchiamento attivo attraverso la cultura, la cittadinanza attiva, il volontariato e lavora affinché la persona possa essere una risorsa per il territorio e la propria collettività. Queste qualità sono state individuate nella persona del signor Mazzitelli in tutto il suo operato nel corso di suoi tanti anni in cui si è mostrato sempre amico generoso e disponibile nei confronti dell’Auser e spesso ospite e relatore in incontri su tematiche di fiori e piante. Passione e competenza hanno mosso un progetto di volontariato che li ha visti impegnati nella cura di aiuole nella Biblioteca di Caserta: il giardinaggio praticato da volontari e persone malate di Alzheimer è stata insieme terapia efficace, dimostrazione d’amore per il prossimo e attenzione per gli spazi pubblici.

Si è ricordata anche la cara moglie Silvana, splendida donna, moglie madre e attiva collaboratrice, che spesso ripeteva un’interiezione sintetica ed efficace per racchiudere la poliedrica e vulcanica natura di Raffaele Mazzitelli: ” Di Luccio ce n’è uno solo! “.

Il professor Angelo Calabrese, conobbe Raffaele da amici comuni che frequentavano la facoltà di agraria di Portici, e sottolinea del libro di cui è stato supervisore, il modo in cui è emerso il rapporto familiare – dagli antenati fino a quelli più recenti – la cui peculiarità si è fondata su quel non dover derogare, corrispondente all’impegno massimo da far confluire in tutti i gesti e gli impegni presi e portati a termine lungo il corso dell’esistenza di ciascun componente; tramandando così eticità, rispetto per la propria vita e quella altrui in un circolo virtuoso ottimizzatore ed ottimistico. In questo libro si raccontano dunque gli affetti rigogliosi che circolavano nell’ambito familiare, l’orgoglio e la gioia di un uomo semplice per i risultati ottenuti da figli e nipoti.

Angelo Calabrese

Angelo Calabrese declama poi un suo pensiero poetico per l’occasione:

” Il ricordo tienilo anche tu nel profondo, che il mondo, quando il passato più non conta, anche nei sogni tramonta e che quando si disimpara a sperare si disimpara anche a ricordare.” Dunque memoria e speranza sono rispettivamente legate e coniugate perfettamente insieme.

Michele Casella nel corso della serata di presentazione legge alcune pagine più significative come quelle in cui si narra come e quando Raffaele Mazzitelli iniziò l’avventura con la Juve Caserta, la squadra di pallacanestro. Era il 1975 e la ditta Mazzitelli stava eseguendo per conto del costruttore Giovanni Maggiò le opere a verde in piazza Pitesti e viale Beneduce. Visto l’ amicizia tra Giovanni e Raffaele, a quest’ultimo nacque l’idea di proporre al costruttore di condurre lui la squadra di pallacanestro per risollevare la società un po’ in crisi economica. La storia è un po’ più lunga da narrare, ma in breve Giovanni accettò e così la Juve Caserta fece una scalata sorprendente fino ad essere promossa in A1 e a diventare Campione d’Italia. Oppure si narra, sempre come effetto di quella bella amicizia con Giovanni Maggiò, del successo di Spazio Verde, una trasmissione televisiva, dedicata al mondo della natura, condotta in diretta da Raffaele Mazzitelli su Telecaserta ( di cui Giovanni Maggiò era anche presidente).

Michele Casella

Michele de Simone inizia con una digressione da cittadino oltre che da delegato del CONI. Ricorda che la famiglia Mazzitelli fa parte di quella Caserta degli anni 50 e 60 che rappresentava una società in crescita. All’epoca sul corso Trieste, diventato purtroppo oggi corso Triste, esistevano attività come quella di Mazzitelli piante e fiori, la libreria ed edicola Croce, Vignola, il bar Gorizia, Renato Agovino tessuti, il barbiere Carola, Sgueglia, Nittoli… Di fronte altri negozi storici: la farmacia, l’emporio Natale, il bar Ferrara… Di tutto ciò oggi non è rimasto più niente. Snocciola così ricordi di quella Caserta delle famiglie di riferimento che erano anche l’identità di una città che oggi purtroppo si è in parte impoverita non riuscendo a sostituire quella realtà del passato con qualcos’altro di analogo e corrispondente alle esigenze attuali. Inoltre racconta che cos’altro è ed è stato Raffaele Mazzitelli che, oltre alla pallacanestro, ha dato tanto anche al calcio, il suo sport principale sia come dirigente, sia come arbitro, sia come presidente della Casertana e presidente Panathlon. Ma c’è dell’altro a cui bisogna quanto meno accennare per comprendere quanta dedizione e quanta energia abbia fatto confluire in tutto ciò che ha portato avanti nella sua vita. Ad esempio la sua passione ed esperienza con i colombi a cui si è dedicato da quando aveva dieci anni e che per 71 anni lo hanno accompagnato nelle varie manifestazioni e gare.

Michele De Simone

Non si può dimenticare un altro importante aneddoto risalente al 1959 che riguarda l’abbattimento dei platani di Viale Carlo III. In quegli anni Raffaele Mazzitelli era stato nominato consulente per il verde per la Campania , il Molise e la Basilicata dall’ ANAS. A Caserta, i platani che costeggiavano lungo i lati del Viale Carlo III e che indicavano il percorso verso quella prospettiva spettacolare che conduce l’occhio fino alla facciata della Reggia, davano segni di deperimento e crisi vegetativa. Raffaele Mazzitelli, dopo accurate ricerche del caso, individuò la causa: un micidiale fungo, la Poria Inaequalis, stava portando alla morte lenta tutte le piante di platano. Questa malattia che le aveva attaccate proveniva dalle cassette di legno delle munizioni della II guerra mondiale che giacevano accantonate proprio in Viale Carlo III. Quelle cassette erano state realizzate con il legno di platano malato e dunque da lì si era propagata l’infestazione del malefico Sclerozio. Raffaele Mazzitelli non ebbe il coraggio di ordinarne l’abbattimento immediato e dunque optò per la capitozzatura. Questa sua decisione, per quanto programmata ed autorizzata, scatenò proteste e calunnie sia degli addetti ai lavori, sia dei cittadini che lo giudicarono pazzo, incompetente ed incosciente, accusandolo molti di aver così agito solo per un suo guadagno personale. Conseguentemente fu nominata una Commissione Internazionale che passò al vaglio le conclusioni dell’agronomo e alla fine finalmente tutti si reseco conto dell’equivoco e gli riconobbero meriti e ragioni.

Francesco Tontoli ha sottolineato come la questione del verde urbano andrebbe rivista in toto almeno iniziando dai controlli, manutenzione e trattamenti per le piante presenti in tutte le arterie principali della città, affidando i lavori ad addetti qualificati che andrebbero individuati e impiegati negli uffici preposti.

Francesco Tontoli

In seguito alla questione dei platani di Viale Carlo III ce ne fu un altro in cui l’agronomo Mazzitelli venne osteggiato per una sua proposta riguardo la scelta degli alberi da ripiantare in sostituzione di quelli che giustamente furono dovuti essere abbattuti. Proponeva la Liriodendron Tulipifera, l’albero dei tulipani della famiglia delle Magnoliacee: alto e svettante e tipico per una fioritura simile ai tulipani. Questa volta però, purtroppo l’ottusità ebbe la meglio, così oggi non possiamo godere dello spettacolo di quei magnifici alberi.

L’ultimo episodio letto, goliardico e spassoso, ma sempre avente come fine ultimo giustezza e saggezza, è stato quello del “furto” della Statua della Madonna. Il professor Scaravilli invitò Raffaele Mazzitelli dal Vescovo Roberti: bisognava restituire la statua della Madonna di Lourdes alla nuova Chiesa del Rione Acquaviva. Venne dunque architettato questo furto dal Vescovo che, con la complicità delle forze dell’ordine che chiusero un occhio, delegò a Raffaele Mazzitelli il trasporto affinchè fosse tolta dalla Cattedrale e  così riposizionata per la gioia dei fedeli nel rione Acquaviva.

Conclude Claudia Mazzitelli con il suo intervento ricordando che molti spazi verdi di Caserta sono stati realizzati con alberi posti o da suo nonno o da suo padre avendo avuto prima l’uno e poi l’altro un legame molto forte con la città ed in particolare con il verde pubblico. Il padre spesso si rammarica di come sono ridotti e trascurati luoghi che un tempo ha allestito lui con posa di fiori e piante, come i pini a ridosso del Macrico e le palme in viale Medaglie D’oro. Visto che nel progetto iniziale si voleva attraverso la pubblicazione del libro Storie di famiglia fare della beneficenza, si è deciso di devolvere il ricavato della vendita delle copie proprio a favore dell’emergenza verde per valorizzare un bene comune.
Nella speranza  che si possa attuare questo nobile progetto che significa più ossigeno, più verde e più bellezza, ci si auspica di vederlo in opera al più presto con l’ambizione di portare il nome di Caserta a capitale europea del Verde.