Caserta ricorda Don Peppe Diana: incontro con Luigi Ferraiuolo alla Biblioteca Diocesana

Come spesso accade, quando si vuole omaggiare un personaggio che, in qualche modo, ha incontrato in modo tragico un mondo malavitoso, non ci si limita solo alla giornata del ricordo (come è accaduto il 19 Marzo, in cui Caserta Web ha dedicato una serie di articoli ma ha anche dato spazio ad una bellissima poesia su Don Peppe Diana di Fabio Strinati apparsa nella rubrica In compagnia di una poesia) ma, quando è possibile, se ne parla anche in altre occasioni.

Questa volta, la Chiesa si è stretta al suo ‘figlio’ andato via per sempre, per mezzo di una presentazione di un libro, che si terrà oggi, a partire dalle 16:30, nella Biblioteca Diocesana casertana.

Il titolo, biblico, potremmo dire, Don Peppe Diana e la caduta di Gomorra è stato scritto da Luigi Ferraiuolo, proprio per comprendere cosa è cambiato da quando, venticinque anni fa, avvenne quell’assurdo pomeriggio di morte.

Autorità ecclesiali e civili saranno presenti per i saluti, come Giovanni D’Alise, vescovo di Caserta, Raffaele Ruberto, prefetto di Caserta e Giovanni Allucci, referente Agrorinace, che ha allestito una mostra su Don Peppe Diana. Introduce Pasquale Iorio, responsabile delle Piazze del Sapere e da sempre vicino alle problematiche socio-economiche del casertano. Intervengono il vescovo emerito di Caserta, Raffaele Nogaro, il procuratore aggiunto di S. Maria C. V. Antonio d’Amato ed il docente della Facoltà di Teologica di Napoli Sergio Tanzarella. Modera il direttore della Biblioteca Diocesana, Nicola Lombardi.

L’autore lodigiano, appartenente ad una famiglia di origini casertane molto conosciuto nell’ambiente giornalistico, redattore della rete TV2000 e giornalista per molti quotidiani (Famiglia Cristiana, Avvenire, Il Sole 24 Ore, Corrirere della Sera, Corriere del Mezzogiorno, l’Espresso e Panorama per citarne alcuni), ha diverse pubblicazioni alle spalle: San Rocco, pellegrino e guaritore (Edizioni Paoline), che ripercorre la vita di San Rocco da Montpellier; Viva Salgari, una antologia dei brani degli scrittori che hanno partecipato a ScrivEremo, concorso letterario istituito dall’Eremo di San Vitaliano, di Caserta; La vera storia dell’Università a Caserta (Narcissus Edizioni) sulla storia della nascita dell’Università casertana; Il museo di Strada (Cuen Edizioni); Le parole che uccidono (Guida Editore) sull’uso a volte pericoloso di determinate parole; Le lacrime della Storia (Aikeia Edizioni); Da Pietralcina. L’altro padre Pio (La Fontana di Siloe), un quadro diverso del santo.

Il libro, iniziando dagli scenari violenti che portarono anche all’uccisione del prete, tratta come quell’episodio ha cambiato per sempre la realtà della cittadina di Casal di Principe. I bang dell’ennesima pistola hanno scosso una città terrorizzata, che ha iniziato a dire No perché Casal di Principe non è Casale di Malavita e lo hanno voluto dimostrare. Ripercorro, allora, la sua morte, affidandomi alla letteratura, perché non è stata un omicidio avvenuto in casa o in strada ma in una chiesa, in un luogo sacro:

“…”Chi è don Peppino?”
”Sono io”…
L’ultima risposta.
5 colpi che rimbombarono nelle navate, 2 pallottole lo colpirono al volto, le altre bucarono la testa, il collo e una mano. Avevano mirato alla faccia, i colpi l’avevano morso da vicino. 1 pallottola gli aveva falciato il mazzo di chiavi agganciato ai pantaloni.
Don Peppino si stava preparando a celebrare la messa. Aveva 36 anni…”
R. Saviano, da “Gomorra”
(dal sito web: giovaniemissione.it)

Ecco, quindi, da questo evento così traumatizzante, la nascita prima di immaginari segnali di rinascita, in seguito di unioni concrete, che hanno dato i loro frutti, nel ricordo di un uomo che è definitivamente ricordato come martire! Proprio i germogli delle nostre comunità, i giovani, siano essi studenti, scout, ballerine, calciatori, tutti hanno iniziato a sperare ed a concretizzare un mondo diverso, accompagnati anche da persone che vivono disagi sociali e ex detenuti, creando infrastrutture pacifiche per far rinascere la propria città nel ricordo di Don Peppe Diana.

Frutti che hanno prodotto, ad esempio, la nascita del Comitato don Peppe Diana, che nel suo sito, racconta come si è realizzato:

L’associazione di promozione sociale “Comitato don Peppe Diana” è nata ufficialmente il 25 aprile 2006, come frutto di un percorso di diversi anni, che ha coinvolto persone e organizzazioni unite dal desiderio di non dimenticare il martirio di un sacerdote morto per amore del suo popolo. Il comitato don Peppe Diana fu costituito nel 2003 da sette organizzazioni attive nel sociale, le quali decisero che il messaggio, l’impegno e il sacrificio di don Giuseppe Diana non dovessero essere dimenticati.

O la creazione del Premio Nazionale Don Peppe Diana o i numerosi libri, canzoni, disegni di bambini, bambine, ragazzi e ragazze che, innumerevoli, lottano ogni giorno per ricordarlo.

Noi, tutti, quindi, come singoli cittadini e fruitori di notizie, ci uniamo anche a questo nuovo appuntamento, cui, per dovere civico, se abbiamo un po’ di tempo in questa vita frenetica che ci porta via tutto senza neanche accorgercene, dobbiamo partecipare !

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