Caserta ricorda Johann Wolfgang von Goethe, il genio immortale che celebrò la bellezza di Caserta

Busto di Goethe a Caserta
Busto di Goethe nei Giardini della Flora di Caserta

In questo periodo buio del quale attendiamo speranzosi la fine, il ricordo di uno dei più grandi letterati tedeschi, Johann Wolfgang von Goethe, che visitò e ammirò la terra casertana e di cui ricorre oggi l’anniversario della morte, è una luce che riscalda come solo il conforto delle humanae litterae può fare.

“Sono venuto al mondo a Francoforte sul Meno il 28 agosto 1749, la Luna entrava nella sua ora planetaria. Essa si oppose dunque alla mia nascita, che non poté succedere fin che quell’ora non fu passata, io venni al mondo come morto, e solo con molti sforzi riuscirono a farmi vedere la luce.”, racconta l’autore nell’incipit della sua autobiografia.

Uomo dal multiforme ingegno, si dedicò non solo alla letteratura e alla poesia, come molti pensano, ma anche alla  teologia, alla filosofia,  alle scienze, alla pittura, alla musica  e altre arti. Tra le esperienze più significative della sua vita si annovera un lungo tour in Italia, intrapreso tra il 1786 e il 1788.

Goethe descrisse le mete del suo soggiorno nel saggio Viaggio in Italia, opera che onora e celebra la bellezza paesaggistica e la grandezza culturale della  nostra nazione. Il saggio è il racconto delle emozioni che Venezia, Firenze, Roma, Napoli e la “regale” Caserta, dove giunse nel marzo del 1786, suscitarono nell’ animo del grande poeta.

“Il nuovo palazzo sorge nella pianura più fertile del mondo, ed i giardini si stendono fino ai monti. Un acquedotto grandioso trasporta da quelli un vero fiume, per uso del castello, non che per irrigare i dintorni.. I giardini sono ben disegnati, e riescono a fare buona figura in una contrada la quale è già per sè un vero giardino.”, scrive Goethe, ospite in casa di Jakob Philipp Hackert, pittore tedesco, naturalizzato casertano. Il ricordo della lussureggiante pianura sul cui sfondo si erge l’Acquedotto Carolino e il Palazzo Reale resterà sempre vivo nel suo animo.

Ricordiamo un ingegno multiforme, una personalità universale, non solo in ricorrenza dell’anniversario della  sua  morte, ma ogni qualvolta respiriamo l’aria della terra che ha così ampiamente celebrato e a cui ha dedicato tanti e tali solenni passi letterari: “qui non voglio pensare ad altro che a vivere; vi si dimentica tutto il mondo, e sè stesso, e mi produce una singolare impressione, il trovarmi attorniato da persone, le quali non pensano ad altro che a godersi la vita.”.