Caserta rievoca il Sacro e il Profano nel magico Borgo di Casertavecchia

Nella fiabesca location del Borgo di Casertavecchia, la “Genovese Management” ha presentato “L’Arte del Sacro e del Profano“, una rassegna di spettacolo e cultura

Le antiche strade del borgo e i monumenti artistici, divenuti simbolo di pace e spiritualità, si confermano per il settimo anno consecutivo, palcoscenico della rassegna culturale.

L’esposizione di prodotti artigianali all’interno dei giardini del Duomo,  con stand curati della proloco Casertantica, hanno fatto da contorno alla ricca kermesse culturale.

Dopo la prima serata dedicata ala musica classica ed alla danza con il gruppo l’Arcadia Ritrovata, ieri sera nella splendida cornice del Duomo di Casertavecchia, si sono esibiti i Bottarte Tharumbò, notissimo gruppo etno folk proveniente da Macerata Campania, nato qualche anno fa dalla fusione dei Bottari e dei musicisti folk che, nello specifico, si sono accompagnati con una chitarra classica, una chitarra elettrica, una fisarmonica, un tamburo a cornice a sonagli, un sax e la voce graffiante del vocalist.

Il ritmo stringente e coinvolgente di questo genere popolare, che abbraccia la tradizione religiosa campana, gli usi e costumi locali legati ai riti propiziatori della natura ed alla devozione per San Gennaro, ha trascinato il numeroso pubblico in una partecipazione cantata, ritmata e danzata dei brani proposti: infatti alcuni si accompagnavano con le castagnette e si muovevano a coppie nella danza evocativa e suggestiva della tarantella.

Ricordiamo a tal proposito che sia la tarantella napoletana che la taranta pugliese sono figlie della stessa matrice popolare, il loro confine è sottile, così come nei testi e negli accompagnamenti ritmici gli strumenti non cambiano: lo scopo è sempre quello di lasciare che il corpo e la mente si liberino dai pensieri e si librino nell’aria. Non a caso questo genere di musica è la base per il recupero fisio-psicologico di soggetti con problemi relazionali e rientra nel campo della musicoterapia che, da molti anni, ha riscoperto il valore intrinseco ed estrinseco del ballo tarantolato e della percussione con gli strumenti a cornice, interpreti essi stessi di una fortissima tradizione esorcista pugliese e campana che vede nel ballo di gruppo un fattore comunitario importante per associare l’appartenenza alla propria terra  e l’amore per essa dimostrato soprattutto nella venerazione religiosa.

I Bottarte Tharumbò sono dieci musicisti dei quali cinque eseguono brani melodici e cinque li sostengono con un ritmo crescente e perentorio, unico ed irripetibile, cioè quello nato con i Bottari di Macerata Campania: botti, falce e tamburi.

I brani eseguiti con passione e forza ipnotica sono stati sia vocali che strumentali: prezioso contributo della fisarmonica e del sax che hanno dato un tocco di originalità; tra i più noti, la colonna sonora del film “Masaniello” del regista Antonucci e quelli dedicati a Sant’Antonio, cui da sempre i Bottari dedicano la notte dei fuochi con l’inizio del Carnevale.

Si può dire che l’evento sia perfettamente riuscito, anche se, come ci ha confidato Gianni Genovesenon è molto facile far venire la gente a Casertavecchia per eventi di questo genere”.

“L’Arte del Sacro e del Profano” dà appuntamento a stasera, domenica 23 giugno, per l’ultima serata che vedrà alle ore 18:00 in Cattedrale “Sacre Tradizioni”, Danze Medievali a cura dell’Associazione Passi e Note.

 

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