Caserta, sasso lanciato su un’auto in transito sulla Variante Anas

Questa mattina un automobilista che stava percorrendo la Variante Anas in direzione Maddaloni, nei pressi di Casagiove, poco prima di imboccare la galleria che passa sotto il Parco della Reggia, ha sobbalzato per lo spavento procurato da un sasso che ha colpito il finestrino laterale della sua auto, rompendolo.

La prontezza di spirito del malcapitato gli ha permesso di mantenere i nervi saldi e di accostare senza perdere il controllo del veicolo. Fortunatamente il sasso ha rotto solo il vetro e non ha procurato altri danni.

Questo è il terzo caso in pochi mesi, infatti episodi simili si erano già registrati a novembre e a gennaio. Si spera che questo stupido e pericoloso gioco, frutto senz’altro di emulazione di qualche deficiente, termini al più presto, prima che accada qualche tragedia.

Si tratta di tre casi che rientrano in un fenomeno molto più ampio—quello dei sassi dal cavalcavia, che ricorre in tutta Italia da più di un trentennio, tanto che uno studio pubblicato nel 2009 dall’Osservatorio “sassi dal cavalcavia” dell’ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) sulla propria rivista Centauro lo definisce “antico ed endemico.”

Il primo caso mortale su suolo italiano rintracciato dall’Osservatorio è del 1984, quando a Pegognaga una turista tedesca venne uccisa dal lancio di un paracarro da un cavalcavia, anche se la stampa ha sempre rintracciato come primo episodio quello che nel 1986 causò la morte sulla Milano-Lentate di una bambina di due mesi e mezzo.

In ogni caso, una “sorta di psicosi collettiva” (come è definita nello studio dell’Osservatorio) si diffuse in Italia dalla fine del 1996 con la morte di Maria Letizia Berdini, 31 anni, per il lancio di un masso da un cavalcavia della Torino-Piacenza. Quattro giovani tortonesi, tre fratelli e un cugino, tutti tra i 18 e i 25 anni, furono arrestati e condannati. Pochi mesi dopo, nel marzo 1997, fu introdotta la numerazione dei cavalcavia sulle strade proprio per contrastare questo fenomeno, che ha comunque continuato a presentarsi.