A Caserta abbiamo un tesoro nascosto, che il mondo ci invidia, ma non ce ne rendiamo conto

Fontana del pastore che suona al Giardino Inglese della Reggia di Caserta

Caserta – Quante volte ci sarà capitato di passare nei dintorni della Reggia di Caserta, uno dei monumenti più importanti d’Italia, senza concentrarci troppo sulla sua importanza, sulle persone che l’hanno abitata e che tramite degli accorgimenti ne hanno aumentato i valore e la bellezza.

Al suo interno infatti si trova un vero e proprio tesoro, spesso sminuito o dimenticato; che in tutto questo susseguirsi di pensieri rimane immobile nella sua maestosità.

Il Giardino Inglese o all’Inglese

Una zona perennemente divisa tra le divinità e la terra, le statue e i turisti, la modernità e la natura, natura nella sua forma più pura.

Durante il XIX secolo il Giardino all’Inglese viene denominato Real Orto Botanico di Caserta, infatti sono visibili esemplari di Cinnamomum Camphora, Taxus Baccata, Cedrus Libani e quella che si tramanda sia stata la prima camelia arrivata dal Giappone.

Il Giardino Inglese è il primo esempio di giardino informale italiano, occupa una superficie di 24 ettari, i lavori di costruzione iniziarono nel 1785

Laghetto delle Nifee al Giardino Inglese della Reggia di Caserta

E furono completati molto rapidamente. L’acqua che lo alimenta proviene dall’Acquedotto Carolino. Quasi tutto è stato costruito dall’uomo: colline, prati, stagni e canali, la piante furono importate da tutto il mondo, seguendo la moda che dall’Inghilterra si stava diffondendo in tutta Europa.

Furono costruite numerose zone utili per il tempo libero dei reali, ma furono realizzati anche aranceti e serre destinate allo studio e alla coltivazione delle piante.

Sulla sua superficie è inoltre presente un lago delle ninfee che contiene due isole ricche di vegetazione e un criptoportico, dove sono presenti, scavate nella parete in tufo 11 nicchie con 11 statue.

Venere al Bagno nel Giardino Inglese della Reggia di Caserta

Importante è infine il Bagno di Venere così denominato per la presenza di una statua di marmo che ritrae la dea nell’atto di uscire dall’acqua.

Non lontano sorgono la Palazzina Inglese utilizzata come abitazione del giardiniere Graefer, formata da 12 stanze e scandito all’esterno da un ordine dorico di pilastri e l’aperia nata dall’adattamento di un ampia cisterna fuori uso, da utilizzare in caso di guasto all’acquedotto.

Ed è proprio l’unione di tutti questi elementi che formano un vero e proprio tesoro, il quale nonostante spesso venga sottovalutato rimane immutabile nella sua grandezza.