Caserta, i virtuosismi di David Garrett elettrizzano il pubblico dell’Aperia della Reggia

David Garrett incanta l’Aperia della Reggia di Caserta in una dolcissima serata di fine estate, con uno spettacolo coinvolgente e sconvolgente al tempo stesso per l’eccezionalità della performance.

Il famoso artista si è esibito ieri sera nell’ambito della rassegna “Un’Estate da Re. La grande musica alla Reggia di Caserta” realizzata dalla Regione Campania, promossa e organizzata dalla Scabec.

David Christian Bongartz assume il cognome della madre americana, famosa ballerina, perchè più “fonico” e nasce bambino prodigio per caso: il padre, avvocato tedesco, regala al figlio maggiore un violino che, per sua fortuna, diviene l’oggetto più desiderato del piccolo David. Emulo così del fratello, David comincia a familiarizzare con lo strumento di cui il padre, tra l’altro, era un appassionato, ed all’età di cinque anni suona per la prima volta in orchestra. La formazione musicale inizia in Germania per poi perfezionarsi in America, fino al 2004. Da questo momento, dopo premi, riconoscimenti ed attestazioni di grande valore e prestigio esecutivo, Garrett torna in Europa e si fa conoscere per ciò che rappresenta tutt’oggi: un talento unico ed irripetibile come fu Paganini un tempo.

Interpreta qualche anno fa “Il violinista del diavolo“, un film dove il suo ruolo è perfettamente calzante con la realtà e tale si è rivelato negli anni, quasi un secondo Paganini, con una peculiarità unica al mondo: compositore, esecutore, interprete eccellente di musica classica e crossover sicuramente unici!

Il violino che dialoga, scherza, canta, si commuove, si scatena e scuote ogni anima, sia colta che profana, che ieri sera affollava l’Aperia del Giardino inglese, con fans accorsi da più parti d’Italia, come la ragazza scelta tra il pubblico che il violinista ha condotto con se sul palco per dedicarle “Ain’t no Sunshine”. Immaginate la gioia incommensurabile che ha provato Marina da Roma!

Unlimited by David Garrett

lo spettacolo “Unlimited” celebrava i dieci anni di carriera nel mondo della musica di Garrett, che ha al suo attivo ben ventiquattro dischi d’oro e sedici di platino, seconda tappa dopo Verona, seguita da altre otto tappe importanti in tutta Europa.

Eccezionali anche i musicisti della band, tedeschi anch’essi, chitarristi e batterista: un’esplosione di ritmi, luci, sonorità moderne che ben si fondono con l’esperienza e la padronanza dello strumento fondamentalmente classico. Garrett suona su uno Stradivari ed ha suonato anche un Guadagnini.

Grazie allo schermo allestito come sfondo dietro al palco, le suggestioni sonore e le immagini hanno certamente favorito il coinvolgimento emotivo e fisico, nonché una sorta di proiezione fantastica della realtà in un mondo a volte onirico, a volte immaginifico, grazie anche ai balletti che facevano da cornice ai soggetti ed ai luoghi proiettati: davvero uno spettacolo nello spettacolo!

I brani proposti da Garrett hanno aperto e chiuso il concerto con una sorta di “midley” di crossover e classica, giocando moltissimo con forti sonorità a cui il violino normalmente non è avvezzo: meravigliosi “attacchi” e “chiusure” in forte, fortissimo, oppure, all’eccesso, delicatissimamente soffuso il suono nelle note finali: originale il momento in cui Garrett ed i due chitarristi si sono inginocchiati per creare un avvicinamento sonoro, un’”affinità” anche fisica con cui i tre artisti hanno eseguito un brano.

I momenti musicali sono stati imprevedibili, trascinanti, accattivanti, uno dei quali è stata l’esecuzione di “Viva la Vida” dei Coldplay eseguita con l’aiuto di un looper.

Insomma cover di Bach, Debussy, Albeniz a braccetto con Michael Jackson, AC/DC, Metallica, Phil Collins, Beatles e grande ovation per Prince e Freddy Mercury, il cui meedly, dedicato ai “Queen”, è stato eseguito in chiusura.

Ha lasciato senza fiato l’esecuzione di Khacgaturian (“Sabre Dance”), ovvero “Il volo del calabrone” per il virtuosismo: un minuto e mezzo di fuochi d’artificio!

Straordinari anche i componenti della band, che hanno duettato ed eseguito assoli con chitarre classiche ed elettriche, basso, tastiera e piano, batteria.

Che dire della V Sinfonia  di Beethoven? e l'”Aria sulla quarta corda” di Bach? Il “Tico tico” e la “Superstition” di Steve Wonder rimarranno stampate nella nostra memoria uditiva, insieme al sorriso, la bellezza (perchè no?), la bravura e la disinvoltura sul palco di uno tra gli artisti internazionali più eclettici e richiesti sui palchi e nei teatri di tutto il mondo.