Caserta, volontari impegnati nell’obiettivo “FameZero,” cuore del progetto di sviluppo sostenibile

Malnutrizione

Quando si pensa alla malnutrizione, le immagini che passano per la mente sono quelle di migliaia di bambini che non hanno cibo perché vivono in condizioni di estrema povertà in paesi martoriati da guerre e rivoluzioni ininterrotte, ma siamo sicuri che il fenomeno si limiti a queste, sebbene terribili, realtà?

Il significato esatto della parola denutrizione, proposto dall’enciclopedia Treccani, è: “stato di squilibrio tra rifornimento di nutrienti ed energia – troppo scarso (m. da carenza), incongruente (m. da squilibrio), eccessivo (m. da eccesso alimentare) – e il fabbisogno del corpo per assicurare il mantenimento, la funzione, la crescita e la riproduzione”, ecco allora che parlare di malnutrizione riferendosi al mero apporto deficitario di cibo per un numero sempre crescente di persone è assolutamente sbagliato.

Da recenti studi, emerge che circa 795 milioni di persone soffrono di fame cronica, ritrovandosi nell’impossibilità di svolgere anche funzioni fisiologiche come pensare o camminare. In molti paesi, invece, il problema è opposto: una persona su tre è obesa, intendendo l’obesità come condizione morbosa caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso nell’organismo, con effetti deleteri per la salute a lungo termine ed una conseguente riduzione dell’aspettativa di vita.

Si può ben intuire che il fenomeno, ormai a livelli allarmanti, è in realtà lo specchio di un problema umanitario ulteriore e più ampio: l’esistenza di uno squilibrio drammatico tra paesi progressivamente più ricchi ed altri, inevitabilmente, più poveri.

Zero Hunger Generation

Un dato positivo, che risolleva il morale e dà speranza, sono le iniziative umanitarie di molte associazioni nazionali e internazionali che si impegnano con progetti, attività di volontariato e convegni divulgativi al fine di aiutare concretamente le persone che si trovano in una situazione di malnutrizione e sensibilizzare la popolazione, troppo spesso assopita rispetto a tematiche di tal genere.

Tra queste ricordiamo il “Movimento dei focolari”, o “Opera di Maria”, movimento laico fondato da Silvia Lubich, passata poi alla storia con il nome di Chiara Lubich, che durante la Seconda Guerra Mondiale fece propria l’idea di un mondo unito, di una fraternità universale e senza precedenti, che ancora oggi sopravvive e riunisce persone da tutto il mondo, avendo già raggiunto ben 182 paesi.

Recentemente il “movimento dei focolari”, già da tempo impegnato in diverse iniziative, è stato recentemente reclutato dall’Onu, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, che gli ha affidato uno dei 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 nell’ambito del progetto “Zerohunger”.

Il movimento si è fin da subito attivato con numerose iniziative in tutto il paese, forte è la presenza di volontari anche sul territorio casertano, impegnati in un’operazione capillare di intensa sensibilizzazione: “Più le persone sono informate, più è probabile cambiare qualcosa” sono le parole forti di una delle volontarie. Un messaggio di speranza, di misericordia e di voglia di fare che, alle porte del nuovo decennio, non può lasciare indifferenti.

 

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