Casertana: piace l’attacco, ma da rivedere mediana e difesa

Salvatore Santoro, foto di Giuseppe Scialla
Salvatore Santoro, foto di Giuseppe Scialla

Due punti in altrettante partite. All’insegna della continuità l’avvio della stagione di Lega Pro per la Casertana: dopo il pari esterno sul difficile campo di Potenza, la formazione rossoblù ha sorpreso gli addetti ai lavori riuscendo a fermare su un rocambolesco 3-3 la quotata Ternana, a detta di tutti una delle compagini più attrezzate nella lotta per il salto di categoria.

Per la Casertana le note positive arrivano tutte dal reparto offensivo che nel pomeriggio di ieri mancava dell’esperto Castaldo. Ottimo e condito col gol il debutto degli esterni Fedato (su rigore) e Matarese, ma decisivo l’apporto di Cuppone, autore della rete che ha sancito il definitivo pareggio, vero e proprio “uomo-ovunque” nell’attacco dei falchetti.

Ancora da registrare qualcosa, invece, sia nel pacchetto di mediana che in quello di retroguardia. Guidi ha cambiato due elementi su tre a centrocampo con gli inserimenti sin dal primo minuto di Santoro e Icardi. Fulcro del gioco che appare ancora da definire in termini di scelte, ma l’impressione di fondo è che la mediana non riesca ancora a dare una adeguata copertura ai “quattro” della difesa che spesso sembrano andare in difficoltà a causa di un non adeguato “filtro”. Chiara testimonianza la rete della Ternana del 2-1 dove si è concesso troppo al marcatore Falletti.

Ma nella nuovissima (ben sedici elementi contrattualizzati nel corso del “mercato estivo”) e, soprattutto, giovane Casertana una cosa appare ben definita. Il carattere non manca ed è emerso chiaramente sia nella partita di Potenza, dove è riuscita ad impattare nonostante il doppio vantaggio dei lucani, che nella gara di ieri pomeriggio ad Avellino contro la Ternana. Rimettere in carreggiata al 90’ un incontro, che dopo il momentaneo 2-0 dei falchetti e la rimonta completa degli umbri rossoverdi, sembrava aver preso decisamente la strada di Terni è sintomo di spirito di sacrificio e grande forza di volontà. Caratteristiche che la Casertana nell’ultimo biennio, caratterizzato da poche luci e molte ombre, raramente aveva messo in mostra.