Casertavecchia, patrimonio spesso dimenticato a pochi km dalla famosa Reggia di Caserta

A 10 km dal centro di Caserta, su un’altura forse troppo dimenticata, si erge un duomo che spiazza con la semplicità dello stile romanico in cui confluiscono armoniosamente influssi e stili architettonici diversi.

La cattedrale, sede del vescovado di Caserta fino al 1841, fu poi abbandonata per lasciare il posto al duomo situato in piazza vescovado, in quella pianura dove progressivamente iniziò a svilupparsi la vita. Il luogo dove nasce la chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo, fu un importante centro fortificato, costruito dai Longobardi intorno all’861, passò poi nelle mani dei Normanni nel 1062, vivendo il suo periodo di massimo splendore con lo sviluppo urbano dell’abitato, la creazione della diocesi e la costruzione della cattedrale.

Come recita l’iscrizione, riportata sul portale laterale della facciata, fu il vescovo Rainulfo intorno al 1113, a commissionare la costruzione della cattedrale che fu poi completata durante il XIII secolo con caratteri più simili al gotico.

Nel Seicento però ebbe un cambiamento drastico, da uno stile semplice, qual era il romanico, fu ristrutturata e resa indiscutibilmente barocca; in questa modifica molti, se non tutti, gli affreschi medievali presenti al suo interno furono distrutti.

Dopo un periodo di massimo splendore sembra quasi inevitabile una caduta rovinosa, nel XVIII secolo, con la costruzione della Reggia voluta dai Borboni, quel piccolo agglomerato di case, già preesistente in funzione della residenza reale, si espande fino a diventare il nuovo centro cittadino.

Pian piano Casertavecchia si spopola fino a divenire un luogo fantasma, e solo molto più tardi, circa nel 1926, un lungo lavoro di restauro riporterà la chiesa al suo originario splendore e il borgo tornerà ad essere “abitato”.

Ancora oggi Casertavecchia non perde quel fascino che abbiamo potuto ammirare nella serie “L’amica geniale,” in cui ha fatto da sfondo al matrimonio di Lila e Stefano, protagonisti della storia che ha riscosso un grande successo.

Il paesaggio che si può ammirare dall’ alto, le stradine strette, i fiori sui balconi, la “semplicità” che si respira fanno di Casertavecchia un luogo che si sottrae alle leggi dello spazio e del tempo.

In questi giorni in cui siamo “intrappolati” in casa e una semplice passeggiata è diventata un bene di lusso, dovremmo imparare a valorizzare quello che ci circonda, ad amarlo un po’ di più perché siamo “ricchi” davvero, ma spesso lo dimentichiamo.