Casimiro Lieto arrestato, la notizia scuote Caserta: il suo nome per anni è stato sinonimo di “Settembre al Borgo”

Casimiro Lieto con Elisa Isoardi

Quando ieri la notizia dell’arresto di Casimiro Lieto è rimbalzata su tutti i media nazionali, con tanto di foto e dettaglio del caso, Caserta si è fermata ad ascoltare attonita. Perchè lui a Caserta è stato di casa per anni, amato e odiato come spesso capita a chi ha il vizio di fare le cose in questa città.

Ma il suo nome porta con sé soprattutto quello di “Settembre al Borgo“, la rassegna di cultura e spettacolo più longeva della Campania e della quale è stato direttore artistico per anni, prima per conto della Provincia di Caserta e poi per il Comune.

Ed è stato proprio in veste di direttore artistico della quarantacinquesima edizione del “Settembre al Borgo” del 2017 che si è visto l’ultima volta a Caserta, salutato dagli applausi del pubblico che premiava il ritorno della rassegna assente da due anni, e che tornava ad illuminare Casertavecchia e i suoi borghi pedemontani in nome di Fausto Mesolella, chitarrista casertano tra i più apprezzati d’Italia scomparso pochi mesi prima, il 30 marzo del 2017.

E si presentò al pubblico e alla stampa con la sua provocatoria ironia Casimiro Lieto, indossando una t-shirt con su scritto “Volontario di Settembre al borgo” a sottolineare la scelta che il festival si portava dietro, ossia quella di godere di poche finanze concesse in extremis, come sempre, dalla Regione Campania, e di dover chiedere l’aiuto “francescano” di amici di amici, in questo caso colleghi di Fausto Mesolella, per allestire un cartellone degno della kermesse più antica della Campania e mai istituzionalizzata.

Poi, calato il sipario sul  “Settembre al Borgo2017”, di Casimiro Lieto a Caserta si persero le tracce. Restavano i titoli di coda delle trasmissioni Rai a dare il segno di quanto valesse il suo genio e la sua professionalità a Viale Mazzini.

Poi il tonfo: perchè ieri si è saputo che c’è anche Casimiro Lieto tra le 7 persone arrestate nell’ambito di una indagine per corruzione in atti giudiziari della procura di Salerno. L’autore di tante trasmissioni Rai, che secondo alcune indiscrezioni l’ex vicepremier Matteo Salvini della Lega avrebbe voluto come direttore di Rai1, risulta coinvolto in uno dei 10 episodi di corruzione sotto la lente dei magistrati salernitani, per aver fatto pilotare a proprio favore una sentenza legata a un accertamento di circa 230.000 euro, in cambio di un posto di lavoro al figlio del presidente della quarta sezione della commissione tributaria, Fernando Spanò.

Dal Festival Sanremo a Telethon, da Pavarotti and Friends a La Prova del Cuoco dove è venuto alla ribalta come autore di Elisa Isoardi, all’epoca fidanzata dell’ex vicepremier Matteo Salvini, Casimiro Lieto è stato autore di molti programmi di intrattenimento e giornalistici, ma è attualmente impegnato solo con Rai2 nella trasmissione sportiva condotta da Simona Ventura, La Domenica Ventura

L’episodio di corruzione è avvenuto tra il gennaio 2017 al 14 luglio 2017, data di deposito della sentenza In secondo grado con esito favorevole a Lieto emessa da Spanò, dopo l’udienza del 27 giugno 2017. Il procedimento tributario era relativo a 229.086 euro. Il figlio di Ferdinando Spanò, Franco, ebbe l’offerta di lavoro in epoca antecedente all’emissione della sentenza, dicono le indagini della Guardia di Finanza salernitana, e poi rifiutò la proposta senza neanche andare a vedere qual era il posto che gli era stato dato da Lieto.

La mediazione tra Lieto e Spanò è stata fatta da Antonio Mauriello, ex giudice tribunale tributario a Salerno e ora componente del Consiglio Nazionale della Giustizia tributaria a Roma , pure arrestato oggi. Spanò agli inquirenti ha raccontato anche che Mauriello nel 2018 lo aveva chiamato nuovamente per una questione che riguardava Lieto relativa alla annualità 2008 che pendeva anche questa volta in secondo grado alla dodicesima sezione da lui presieduta, e che anche in questo caso lui aveva proposto in camera di consiglio una sentenza in suo favore.

Sentenza, precisa, che fu emessa favorevole senza alcuna contropartita Ed è proprio in una telefonata intercettata che Lieto manifesta tutta la sua contentezza per queste sentenze: “Grandissimo presidente – dice – un gol, un gol da campionato del mondo. Ma io lo sapevo che lo poteva fare solo un presidente”.